Di: Ignazio Mirto - Foto: - Pubblicato il: 20/06/2005
Nella canaricoltura di colore i canarini neri, fino a poco tempo fa denominati Nero-Bruni, sono quelli che sia sotto il profilo fenotipico e sia sotto il profilo genotipo si avvicinano di più al Serinus Ancestrale.
Tale similitudine va presa con molta cautela in quanto il processo selettivo avvenuto negli anni ha allontanato il canarino nero dal cugino delle isole Canarie in maniera netta e palese.
Sotto tale aspetto particolare importanza riveste la decisione della nostra Commissione Tecnica, risalente se non erro al 1997 di eliminare dallo Standard di tale canarino la presenza della feomelanina dando vita agli odierni monomelanici, ossia canarini con la sola eumelanina.
Da qui il cambiamento della denominazione ufficiale da nero-bruno a nero, appellativo che personalmente non condivido in quanto la totale rarefazione della feomelanina in tale canarino mi sembra un’impresa utopistica.
In questo scritto, rivolto soprattutto ai neofiti, parlerò del canarino nero descrivendo dettagliatamente lo Standard e le tecniche selettive atte a dar vita ad un ceppo di pregio. In base alla loro varietà i neri si suddividono in:
Canarino nero giallo e Canarino nero giallo avorio
Canarino nero rosso e Canarino nero rosso avorio
Canarino nero bianco dominante e Canarino nero bianco recessivo
La caratteristica peculiare di tali canarini è rappresentata dall’ossidazione dell’eumelanina nera che dovrà esprimersi al massimo interessando piumaggio, zampe, unghie e becco.
Le melanine che interessano il piumaggio (EU nera e tracce di EU bruna) concorrono alla formazione del cosiddetto disegno che assume denominazioni diverse a seconda della parte del mantello coinvolta, distinguendosi in: striature, vergature, marcature e mustacchi.
Anche se tutte le parti del disegno di un canarino nero sono importanti per la sua tipicità, particolare importanza rivestono le striature che interessano la testa, il dorso, il petto e i fianchi.
Le striature partono dalla fronte e si estendono per tutto il dorso inizialmente sottili, sulla testa, per poi divenire sensibilmente più larghe sul dorso. Per essere adeguate allo standard dovranno essere lunghe, senza alcuna interruzione e più larghe possibili.
In merito allo spessore delle striature bisogna sottolineare l'interferenza della categoria sul tipo, infatti, i neri brinati e soprattutto i mosaico mostreranno delle striature palesemente più larghe rispetto ai neri intensi, i quali possedendo un vessillo più stretto raramente potranno mostrare disegni particolarmente larghi.
Le vergature invece rappresentano il disegno delle copritrici medie e sono assimilabili a delle virgole rivolte verso il dorso.