Diamante Mandarino (Taeniopygia guttata castanotis)

Di: Silvio Iadanza - Foto: Hobby Uccelli - Pubblicato il: 14/09/2009

Mutazione del mandarino.

Il diamante mandarino ci ha deliziato nel corso degli anni con un'infinità di mutazioni.

A partire da quella che possiamo definire di base, e cioè la grigia e la bruna, ne sono scaturite tutta una serie, sia nella varietà grigia che in quella bruna.

Con uno schema riassumiamo le principali.

Nelle due varietà possiamo avere:

  • DORSO CHIARO E MASCHERATO;
  • PETTO NERO;
  • ISABELLA;
  • FACCIA - NERA;
  • GUANCIA – NERA;
  • PETTO - ARANCIO;
  • DILUITO;
  • GUANCIA;
  • AGATA;
  • PETTO BIANCO ( PINGUINO);
  • PEZZATA E SCUDATA;
  • BIANCA;
  • BECCO GIALLO;
Mutazioni dimanati mandarino

Foto 3 Alcune mutazioni del Diamanti mandarino. Da sinsitra: maschio guancia nera grigio, maschio grigio, maschio mascherato bruno oo. rr. (mor) Foto Hobby Uccelli - All. Silvio Iadanza

Modificando la struttura del piumaggio avremo:

  • CIUFFATA;
  • ARRICCIATA;

Inoltre, in questi ultimi anni, si sta cercando di ottenere soggetti che siano somme di più mutazioni, volendo fare un esempio possiamo ottenere un soggetto definito: Faccianera - Pettonero - Pettoarncio.

Riproduzione in cattività.

Il mandarino è da sempre l’uccello allevato in cattività più diffuso al mondo, con l’ondulato australiano (cocorita) e il canarino.

Si è adattato benissimo alla vita captiva, e non avendo grosse esigenze alimentari e d’acclimatazione, e con il suo docile carattere e la sua splendida livrea, ha fatto si che l’uomo si sia subito interessato ad esso.
Alloggiato in gabbiette di qualsiasi forma e dimensione, il mandarino si è sempre adattato con molta facilità, anche se la gabbia ideale dovrebbe essere discretamente spaziosa e di forma rettangolare.

L’alimentazione, allo stesso modo dell’alloggiamento, non desta preoccupazioni, il mandarino non ha grosse esigenze, ma indispensabili sono un buon composto di semi, la cui base deve essere il panìco, il miglio bianco e giallo e la scagliola, un buon pastoncino secco o morbido, qualche erba prativa e uno spicchio di mela completano la sua dieta settimanale, non devono mai mancare l’osso di seppia e il grit; l’acqua va cambiata tutti i giorni.

Per una buona igiene è consigliabile mettere acqua a disposizione anche per il bagno, da cambiare due o tre volte la settimana.

Il periodo riproduttivo dovrebbe essere da ottobre a marzo, coincidente con la primavera australe ma, questo splendido esotico si è adattato così bene nelle nostre case, che si riproduce ormai tutto l’anno.

Si può scegliere di mettere a disposizione un nido a forma di pera (sconsigliato), che ricorda la forma di quello che costruisce in natura, o uno a cassetta (consigliato) a forma quadrata che verrà subito accettato, e che imbottirà di qualsiasi materiale messo a disposizione (sisal, paglia, fibra di cocco, juta, cotone), vi deporrà così le sue uova, che coverà diligentemente fino alla nascita dei pulli.

E’ un grande riproduttore, la sua prole cresce nel nido a vista d’occhio, ed è alimentata con tutto quello che mettiamo a disposizione della coppia, i pulli sono forti, rumorosi nel nido quando prendono l’imbeccata e decisi all’involo, è un esotico consigliato per chi si avvicina al mondo dell’ornicoltura.

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