Il parrocchetto monaco

Di: Ivana Coniglione - Foto: Ivana Coniglione - Pubblicato il: 28/05/2011

Allevamento del Parrocchetto monaco

Parrocchetto Ancestrale e Parrocchetto mutato blu

Una coppia di parrocchetti monaco: un parrocchetto ancestrale e un parrocchetto mutazione blu. Foto: Ivana Coniglione

Il parrocchetto monaco è un pappagallino di facile reperibilità, piuttosto prolifico e di ottima compagnia.

Come per altri pappagalli sarebbe sempre meglio allevarli in coppia in quanto, essendo piuttosto socievole,  soffrirebbe  la solitudine quando manca la presenza dell’amico umano.

Prima regola  un’accurata pulizia della gabbia che deve essere piuttosto ampia per una coppia, serve una larghezza di circa 90/100 cm  profonda circa 60 e con una altezza di circa 1mt.

Evitare di mettere troppi posatoi, questi vanno messi distanti uno dall’altro per stimolarli a muoversi e non farli impigrire; qualche giochino in legno, che distruggeranno in breve tempo, un’altalena e una bella scaletta sempre per far fare loro della palestra.

Potendo, è bene farli uscire dalla gabbia per “sgranchirsi” le ali e mantenere la muscolatura ben elastica.

Il parrocchetto monaco è soggetto a certificazione CITES essendo inserito nell’allegato B appendice II, quindi è obbligatoria la denuncia di nascita e anche se non sembra più necessario l’anellamento, io consiglio di anellarli per meglio distinguerli qualora  si dovesse fare il sessaggio molecolare.

Alimentazione del Parrocchetto monaco

L'alimentazione del parrocchetto monaco è basata su un buon misto di semi per parrocchetti,  possibilmente privo di semi di girasole, questi ultimi sono piuttosto grassi e dannosi per il fegato,  i monaci scarterebbero subito gli altri semi  per cibarsi solo di girasole.

Il girasole si può dare nel periodo invernale e durante il periodo pre-riproduzione e si può anche usare come premio nei giochi per apprendimento.

A disposizione  deve esserci sempre un buon estruso  bilanciato che apporta tutte le vitamine e proteine necessarie  alla salute, indispensabile abbondante varietà di frutta e verdura (evitando la lattuga in quanto troppo lassativa).

Nel periodo invernale si può aggiungere un pastoncino all’uovo anche con aggiunta di poca frutta secca.

Molto importante la somministrazione di cereali cotti (bolliti senza sale) come orzo, farro, grano saraceno, mais, miglio, sesamo, lino ecc.  e  legumi (questi solo in inverno) e, per asciugare l’eccesso di umidità si può aggiungere, in inverno,  del pastoncino e in estate del riso soffiato;  altra alternativa,  per variare ulteriormente la dieta, si può aggiungere al misto cereali, del cous-cous.

Nel periodo riproduttivo si possono anche fornire degli insetti come le camole del miele.

Non deve mai mancare l’osso di seppia ed il mattoncino dei sali minerali.

Riproduzione del Parrocchetto monaco

Parrocchetto monaco con un mese di vita

Una foto di un parrocchetto monaco con 1 mese di vita. Foto: Ivana Coniglione

 

In cattività è meglio farli riprodurre in primavera, verso aprile-maggio, anche se potrebbero  riprodursi durante tutto l’anno.

Bisogna  mettere, sul fondo della voliera o della grande gabbia, una buona quantità di rametti di legni non tossici come salice, eucalipto, in questo modo i parrocchetti  monaci cominceranno ambedue ad allestire il loro nido, una costruzione che può durare anche parecchie settimane; è anche possibile farli riprodurre in grandi cassette di legno.

La femmina depone mediamente da 4 a 8 uova che cova per 22/23 giorni e svezza  i pulli verso i 50 giorni.

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