I Pappagalli

Di: Hobby Uccelli - Foto: Hobby Uccelli - Pubblicato il: 02/03/2011

Pappagalli Psittacidae

Amazzone fronte bluAlla famiglia dei Psittacidae fanno parte tutti i pappaggalli del mondo che non rientrano nei primi due gruppi e sono raggruppati nella sottofamiglia Psittacinae, e nelle due sottofamiglie Stringopinae e Micropsittinae.

In questo gruppo trovano posto la maggior parte dei pappagalli allevati in cattività e considerati animali da compagnia: ara, amazzoni (nella foto qui a sinistra un esemplare di amazzone fronte blu), cenerini, inseparabili, ondulati.

A questa specie appartengono tutti i pappagalli che sono degli ottimi arrampicatori, mentre non comprende quelle specie che hanno eccellenti qualità come volatori.

Vivono generalmente nella boscaglia o nelle praterie ed amano le zone ricche di corsi d’acqua.

In alcune specie è evidentissimo il dimorfismo sessuale, che non è mai riscontrabile nei Loridi e Cactui bianchi.

I Psittacidi, con oltre le 150 specie, sono localizzati in tutti gli areali dove sono presenti i pappagalli.

La loro alimentazione si basa soprattutto su frutta secca e sementi, però vi sono delle specie molto specializzate, come i pappagalli dei fichi, che mangiano fichi e bacche. All’interno di questo gruppo ci sono specie differenti che per essere descritte vengono divise in sottogruppi secondo taglia ed abitudini comuni:

  • Psittaciformi di taglia ridotta: sono pappagalli caratterizzati da una forma compatta che non utilizzano le zampe per portarsi il cibo al becco, ma bensì utilizzano direttamente il becco per raccogliere il cibo. Nidificano tre volte l’anno e i piccoli diventano autonomi a 6-7 settimane. Il nido viene costruito fra gli alberi, ad una discreta altezza dal suolo ad eccezione del pappagallo kea che nidifica in terra in zone rocciose, del parrocchetto terragnolo che nidifica in tane scavate a terra e del pappgallao kakapo che di giorno si riposa mentre di notte è in piena  attività.
  • Psittaciformi di taglia media e medio-piccola: sono pappagalli caratterizzati da una forma slanciata, coda lunga ed un becco proporzionato alle dimensioni della testa. Sono dei pappagalli molto chiassosi. Rientrano in questa categoria rosselle, conuri, monaco e parrocchetti asiatici. Nidificano in maniera diversa dagli altri, in quanto spesso preferiscono vivere in colonie numerose. Possono riprodursi anche due volte l’anno.
  • Psittaciformi di taglia media: a questa categoria appartengono i generi Pionus e Pionites. Sono caratterizzati da un becco forte con dimensioni più grandi rispetto alla testa.
  • Psittaciformi di taglia medio-grande: appartengono a questa categoria ara, amazzoni o cenerini che hanno in comune tra di loro l’abitudine di utilizzare le zampe per portare il cibo al becco; hanno becchi grandissimi, sono sessualmente maturi tra i 4 e 7 anni; impiegano un’intera stagione riproduttiva per svezzare una sola nidiata che di solito è composto da massimo 2-3 pappagallini.

Anatonomia del pappagallo.

I pappagalli, come tutti gli uccelli, sono dei vertebrati omeotermi, ossia hanno una temperatura corporea costante intorno ai 40 e 42 gradi. 

Gli occhi dei pappagalli sono tondi con una grande pupilla nera, cerchiata da un’iride che può essere gialla o arancio mattone a seconda delle specie.

Il becco è molto particolare, a rostro, forte e grande ed è un’arma di attacco e di difesa con bordi ben affilati.

La mascella superiore, detta anche ranfoteca superiore, è mobile e viene azionata da appositi muscoli; mentre la mascella inferiore è ben fissa, perciò la morsa del pappagallo risulta ben forte.

All’attaccatura della mandibola superiore vi è una zona ispessita e morbida, detta cera, dove si trovano le narici.

Il becco al suo interno contiene la lingua, grossa, corta e carnosa; è un elemento importantissimo per identificare i cibi e per comunicare con gli altri pappagalli e con l’uomo.

Il collo del pappagallo è molto forte, capace di ruotare fino a 360 gradi per avere una maggiore visuale possibile.

Il corpo si regge su uno scheletro leggero ma resistente.

Caratterizzati da colori vivi e forti, le piume e le penne, che contribuiscono a donare forma e rotondità all'uccello, non vengono cambiate una volta l'anno come avviene in quasi tutte le specie di uccelli, ma bensì la muta è continua nel tempo.

Il pappagallo presenta un apparato respiratorio formato dalle cavità nasali, dalla faringe, dai bronchi, dai polmoni e dai sacchi aerei.

L’apparato fonatorio è abbastanza complesso e permette ai pappagalli di imitare dei suoni diversi.

La parte importante di tale apparato è la siringe, che si trova tra la biforcazione della trachea nei due bronchi, che permette la modulazione dei suoni.

L’apparato digerente dei pappagalli non presenta delle caratteristiche particolari, ad eccezione del gozzo molto sviluppato.
Sia i maschi che le femmine di pappagallo hanno gli organi sessuali interni ed il maschio non ha un organo copulatore, cosa invece presente in tutti gli altri uccelli.

I pappagalli, come tutti gli uccelli, hanno una vista acutissima; i loro occhi sono in grado di vedere in maniera indipendente l’uno dall’altro ed hanno un angolo visuale amplissimo grazie alla torsione del collo.

Il gusto è sviluppato ma è solo la lingua che può distinguere i diversi sapori e riconoscere se un alimento è commestibile o meno.

Il tatto nei pappagalli, invece, è poco sviluppato, ovviamente se messo a paragone con il tatto dell’uomo; ma rispetto a tutti gli altri uccelli il pappagallo ha un ottimo senso del tatto.

Infatti grazie alle forti zampe che gli permettono di arrampicarsi o camminare, queste gli permettono anche di afferrare oggetti, spostarli e portarli alla bocca.

Le zampe dei pappagalli sono fortissime hanno quattro dita di cui due, il primo ed il quarto, rivolte all’indietro; mentre le altre due, il secondo ed il terzo, sono rivolte in avanti. Le zampe sono corte, hanno unghie robuste ed adunche.

L’udito è l’arma di difesa più utilizzata dagli uccelli e quindi anche dai pappagalli. Infatti i pappagalli hanno la capacità di scomporre i suoni; questo gli permette di capire con più facilità da dove arriva il suono e la fonte che lo emette.

I pappagalli percepiscono suoni tra i 400 e i 20.000 hertz.

Il senso meno sviluppato nel pappagallo è l’olfatto.

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