Soccorso di un nidiaceo di passero

Di: Rossella Mansi - Foto: Rossella Mansi - Pubblicato il: 27/07/2008

Pullus di passero alimentato allo stecco

Basterà alimentarlo forzatamente anche una volta sola poi il piccolo capirà che nella siringa c’è il cibo e aprirà il becco spontaneamente.

Inserite la siringa nel becco delicatamente, in profondità, spingendo lo stantuffo piano piano per evitare di soffocare il passero con il cibo. Aspettate che ingoi ogni volta e poi fornite altro cibo.

I tempi dell’alimentazione variano in base all’età del passero.

Se è molto piccolo e ha poche penne sul corpo dovrà essere alimentato ogni mezzora.

Man mano che cresce possiamo allungare i tempi per nutrirlo aspettando anche un’ora o due ore tra un pasto e l’altro.

Questo vi fa capire che accudire un nidiaceo comporta un grande impegno!

Non potete permettervi di lasciare il piccolo senza nutrirlo per troppo tempo.

Gli uccelli devono mangiare spesso durante il giorno, potrebbero morire dopo poche ore di digiuno!

Se non avete tempo, dovete partire per le vacanze o siete occupati per motivi di lavoro e non potete portare il piccolo con voi, conviene trovare una persona o un centro di recupero che possa occuparsi del nidiaceo.

È buona norma osservare il gozzo per capire quando è il momento per nutrire il passero!

Il gozzo assume la forma di una pallina, un sacchetto di pelle trasparente che si vede solo quando si riempie di cibo. Solitamente il gozzo si può osservare al lato del collo quando l’uccellino è accovacciato o sul suo petto quando è in piedi sulle zampe.

Se è sgonfio e quindi il gozzo non è visibile, allora dovrete alimentare il passero.

Se osservate attentamente noterete che, man mano che nutrite il piccolo, il gozzo si gonfierà di cibo.

A questo punto fate attenzione a non esagerare con le dosi.

Quando vedrete il gozzo riempirsi solitamente il piccolo girerà il becco di lato, facendovi capire che non vuole più mangiare.

Non insistete, lasciate il piccolo tranquillo nel suo alloggio e tornate a nutrirlo dopo mezzora o un’ora quando vedrete che il gozzo si è svuotato.

La consistenza del pastone diluito deve essere abbastanza soda (come quella della crema pasticcera).

Diluite il pastone in una tazzina da caffè aggiungendo sempre poche gocce d’acqua tiepida per volta fino ad ottenere la giusta consistenza.

Inserite il cibo nella siringa da insulina (senza ago!) e nutrite il piccolo.

Potete mischiare al pastone altri alimenti per variare la dieta del passero:

 

  • Uovo sodo (sia tuorlo che albume) non più di tre volte la settimana.
  • Piselli schiacciati fino a renderli come una cremina.
  • Omogeneizzato al manzo
  • Carota grattuggiata
  • Mela o pesca o albicocca grattuggiata
  • Biscotto all’uovo (non usate biscotti al cioccolato)

 

Se non avete il pastone e urge nutrire il piccolo perché sopravviva, potete usare come alimenti di fortuna dei cibi facilmente reperibili nelle nostre case:

polenta, cous cous, farina di soia e semolino da diluire in acqua tiepida, omogeneizzato al manzo, biscotti da ammorbidire con acqua (non usate biscotti al cioccolato!), tuorlo d’uovo sodo (l’uovo deve essere assolutamente cotto).

Eventualmente potete fare voi stessi un pastone casalingo usando come base la polenta (o il cuos cuos o il semolino o la farina di soia) ammorbidita con acqua tiepida, aggiungendo un pochino d’uovo sodo (sia tuorlo che albume), qualche pisello fresco schiacciato (fino a fare una cremina), carota cruda grattugiata e mela grattugiata.

Potete anche usare i piselli in scatola purchè non contengano sale.

Se il pastone è abbastanza diluito non occorre fornire altra acqua, o altrimenti potete offrirne solo qualche goccia dopo il pasto avvicinando la siringa da insulina con l’acqua al lato del becco facendo attenzione a non inondare le narici.

Il pastone deve essere preparato ogni volta che dovete nutrire il piccolo.

Non conservate l’avanzo del pastone inumidito per alimentare il passero al pasto successivo perché potrebbe fermentare e guastarsi e procurare diarrea.

Per controllare lo stato di salute del nidiaceo e accertarvi che stia assumendo una buona alimentazione osservate la consistenza delle feci che devono essere asciutte e racchiuse nelle sacche fecali; una parte bianca e una scura.

Se il pullus ha pochissimi giorni di vita, è implume ed inetto e ha ancora gli occhi chiusi deve essere nutrito ogni 10 minuti con un pastone in polvere per nidiacei diluito con acqua che deve avere una consistenza molto liquida, acquosa, alla temperatura di 35-38°C.

Il becco è molto piccolo e la siringa da insulina potrebbe essere scomoda per alimentarlo, potrebbe sporcarsi facilmente o soffocare col cibo, meglio usare un piccolo pennello, bagnare le setole al pastone liquido e inserire nel becco.

Man mano che il piccolo cresce, si possono allungare i tempi per nutrirlo fino a 30 minuti - 1 ora - 2 ore.

Di solito non occorre fornire altra acqua oltre a quella che il piccolo assume dal pastone diluito.

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