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Anatomia dei rapaci

Di: Vito Bortone - Pubblicato il: 13/03/2008


Fatta questa breve parentesi sulle famiglie dei rapaci (ho detto breve perché ce ne sarebbe da scrivere, ma verrà scritto tutto sulle schede di ogni specie) passiamo a dire brevemente come è formato un rapace.

Parleremo della vista, dell’udito, insomma una breve parentesi che di certo non fa male a nessuno ma che anzi può sicuramente aiutare a capire di più questi uccelli.

 

Anatomia generale della testa: la testa dei rapaci è compatta e aerodinamica.

La parte superiore della testa prende il nome di calotta.

Lateralmente invece si nota la Redine,cioè la linea tra la commessura del becco e l’occhio.

Sotto l’occhio vi è la guancia, il cui piumaggio posteriore copre il foro uditivo.

Sia durante gli spostamenti in volo che a terra, il rapace tende sempre a mantenere intatta la posizione della testa rispetto allo spazio.

Questo per mantenere intatta l’efficienza dell’organo dell’equilibrio, cioè il labirinto non acustico presente nell’orecchio osseo.

Infatti a qualsiasi posizione del corpo forzata o non, si vedrà il rapace cercare di mantenere la testa sempre diritta rispetto allo spazio, questo consente di non far variare odi non annullare l’efficienza dell’organo dell’equilibrio di cui sopra.

 

Becco: iIl becco, caratteristica che accomuna tutti i rapaci, è appiattito alla base ed è caratterizzato dalla forte curvatura della mascella superiore.

Questo presenta, alla sua base, un inspessimento cartilagineo chiamato cera di colore giallastro o grigio a seconda della specie in cui si trovano le narici.

Il becco nella maggior parte dei falconidi rappresenta l’arma con cui si uccide la preda.

Esso infatti presenta,nei falconiformes, il detto "dente", una sporgenza presente sulla mascella superiore nel punto della sua massima curvatura e che serve appunto a spezzare le vertebre cervicali della preda.

Negli accipitridi infatti la preda viene uccisa esclusivamente con gli artigli, più sviluppati e potenti di quelli dei falconidi e il becco ha la funzione esclusiva di aprire la carcassa e di strappare da essa pezzi di carne per cibarsene.

 

Olfatto: di certo questo senso è quello meno sviluppati nei rapaci, ma non inesistente.

Infatti tranne alcuni avvoltoi come l’avvoltoio tacchino, in grado di sentire gli odori con capacità associativa, nella restante gamma di uccelli compresi i rapaci questo senso è molto poco sviluppato in quanto non strettamente necessario per le funzioni di primaria sopravvivenza.

 

Vista: senza dubbio questo è il senso più sviluppato e che caratterizza e rende unico tutto il ramo dei rapaci.

Non per niente infatti vi è il detto “vista da falco”! L’occhio nei rapaci è l’organo più sviluppato, di proporzioni enormi rispetto alla testa, protetto dall’arcata sopraccigliare che conferisce al rapace il classico sguardo cattivo e quell’espressione d’irresistibile bellezza misto tra il fiero e il selvaggio.

L’iride si presenta scura e brillante come in tutti i falconiformi o colorata che varia dal giallo all’arancio o al marrone degli accipitridi. Come l’uomo ed altri esseri viventi, i rapaci possiedono la capacità di vedere a colori avendo nella parte posteriore dell’occhio dei coni sensibili alle gamme di colori e alla variazione dei toni luminosi (capacità di vedere anche con poca luce).

Essi hanno anche una risoluzione dell’immagine maggiorata rispetto a noi umani potendo vedere una gamma più vasta di colori e che riescono a vedere nell’ultravioletto (vedono infatti colorato alcuni tipi di piumaggio che a noi potrebbe apparire grigio).

I gheppi, per esempio, riescono a scorgere il passaggio di un’arvicola vedendo le tracce ultraviolette lasciate dalle loro urine.

Nei rapaci questi coni sono molto concentrati e quindi hanno un potere di risoluzione dei dettagli maggiore rispetto a quella dell'uomo (fino a 8 volte di più). Inoltre mentre noi possiamo vedere a fuoco solo una parte del campo visivo, i rapaci hanno due punti focali (o fovee) su ogni occhio, collegate da una striscia orizzontale di tessuto sensitivo.

Una di queste fovee, quella centrale, guarda verso l'esterno ed è adattata per individuare i piccoli movimenti.

L'altra fovea, quella temporale, invece guarda in avanti e possiede una risoluzione dei dettagli molto maggiore, anche perchè funziona in visione binoculare accoppiata con la temporale dell'altro occhio.

La striscia sensibile che collega una fovea all’altra, infine, viene utilizzata per la scansione cioè per l'esplorazione visiva.

I rapaci hanno una acutezza visiva doppia rispetto alla nostra.

Usando la sua fovea temporale e la visione binoculare, insieme ai movimenti in alto e in basso della testa i rapaci possono costruire un immagine dettagliata e stereoscopica di ciò che stanno vedendo e riescono a percepire molto bene anche le distanze.

I rapaci hanno circa 45 ° di visione binoculare eun campo visivo di ciascun occhio di 175°. Insomma, in poche parole nulla sfugge agli occhi di un rapace, a meno che questo non venga da dietro.

I rapaci, come tutti gli esseri viventi (tranne il camaleonte) hanno un angolo cieco dietro la testa di circa 65°.

I rapaci possono vedere delle cose che sono molto più vicine nel tempo rispetto a noi.

Per esempio, la televisione: essa è stata progettata per la visione umana e non mostra una immagine intera, ma è praticamente un punto che si muove rapidamente e che inganna l'occhio umano facendogli credere che quella sia una immagine; la televisione mostra più o meno 35 immagini al secondo, che l'occhio umano trasforma in una immagine mobile perchè esso può solo vedere circa 20 eventi per secondo. Questo fenomeno è chiamato Flicker Fusion Frequency (FFF); I rapaci hanno una FFF di 70-80 eventi al secondo e quindi avrebbero difficoltà ad interpretare la televisione.

E' anche facile capire perchè i rapaci abbiano una frequenza così elevata: i rapaci che cacciano a velocità elevate le prede, magari in zone ricche di ostacoli e vegetazione, devono essere capaci di vedere quanti più dettagli possibili per ogni centesimo di secondo.

Una libellula, per esempio, ha un FFF di più di 300 eventi al secondo, e un cervello in grado di elaborare ad altissima velocità queste informazione; un Lodolaio (Falco subbuteo) che cerca di catturare una libellula ha bisogno di avere una reazione altrettanto rapida altrimenti non riuscirebbe a catturarla.

E' questa rapida reazione agli stimoli che rende gli Accipiter dei predatori così efficienti. Del resto, un Accipiter (per esempio un Astore o uno Sparviere) vive in zone ricche di vegetazione e di ostacoli, dunque ha sempre pochissimi secondi di tempo da quando individua una preda per poterla catturare, così, durante i velocissimi voli di inseguimento diretto tra la vegetazione deve poter distinguere e vedere perfettamente tutti gli ostacoli per evitarli.

 

Udito: L’orecchio, foro presente dietro la guancia, è ben visibile solo negli avvoltoi che hanno collo e testa nudi(senza piume) per non imbrattarsi di sangue o carne putrefatta nell’immettere la testa all’interno di carcasse per cibarsene essendo necrofagi.

Nei rapaci, questo foro è nascosto dalle piume della guancia.

L’udito nei rapaci e più sviluppato del nostro e consente di udire frequenze di suoni più alte di quelle umane toccando anche alcune gamme di ultrasuoni.

L’orecchio però non ha solo funzione uditiva, cioè al rapace non serve solo ad ascoltare ma anche a stare in equilibrio.

Il senso dell’equilibrio, cioè la capacità del rapace di tenere la testa ferma in una stessa posizione dello spazio anche se il corpo si muove o assume posizioni innaturali e dato in gran parte dall’orecchio osseo presente nel cranio del rapace e che conferisce allo stesso un eccezionale senso dell’equilibrio.

Un Gheppio, per esempio, che sta facendo lo “spirito santo” (quando cioè il rapace riesce a rimanere immobile nell’aria sbattendo le ali controvento) riesce a tenere la testa perfettamente immobile nonostante il corpo si muova per l’inerzia dovuta allo sbattere delle ali.

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