Di: Dott. Gianluca Marchetti - Foto: Dott. Gianluca Marchetti - Pubblicato il: 14/09/2009
Molte volte un’anamnesi accurata mette alla luce motivazioni palesemente psicologiche. Alcuni soggetti infatti tendono ad autodeplumarsi in concomitanza di eventi stressanti occorsi loro come: la perdita del partner umano e/o aviare anche pro-tempore, l’arrivo di un nuovo individuo umano o animale (di specie uguale o diversa), un cambiamento di casa e dell’ubicazione della gabbia, la gelosia, la noia, la paura e l’ansia che talvolta si estrinsecano proprio in stereotipie masochistiche come l’automutilazione.
Alcune teorie rimandano questa tendenza ad una sorta di rito masturbatorio dell’animale che percepisce un rilascio di beta-endorfine autoappaganti nell’atto di strappare la propria penna.
In realtà, come più volte detto, il motivo profondo ed intrinseco dell’automutilazione attiva risulta spessissimo di difficile interpretazione (Fig. 1).
In alcuni casi sembrerebbe che a seguito di traumi, la crescita alterata del tegumento e degli annessi cutanei successiva, o nel corso della rimarginazione, crei disagi all’induividuo.
Forse l’anomalia nella direzione di accrescimento delle penne o la retrazione cicatriziale possono produrre prurito esitando nel beccaggio della regione in esame. Anche le regioni sottoposte ad intervento chirurgico a volte suscitano l’interesse estremo dell’animale promuovendo un’attività automutilativa ai danni delle stesse.
La cronica assunzione di piccolissime quantità di metalli pesanti come zinco, piombo ecc., sembra essere una causa di autodeplumazione.
Quando sussista la possibilità di tale avvelenamento è sempre bene sottoporre il soggetto ad esami radiografici ed ematologici specifici.
Alcune parti del corpo possono apparire glabre per la presenza di un tessuto patologico sottostante. Può capitare che a volte l’animale stesso lo metta in evidenza deplumandosi la regione (soprattutto nei riproduttori non frequentemente manipolati) prima che il proprietario-allevatore possa rendersene conto. Sembrerebbe le neoplasie negli uccelli tendano a produrre metastasi in minor misura rispetto ai mammiferi.
In verità comunque i tumori non sono rari negli uccelli osservandosi con una certa frequenza sia masse neoplastiche che pseudo-tumorali. Piuttosto frequenti sono: gli xantomi, lipomi e liposarcomi, meno consueti sono: carcinomi cutanei, fibrosarcomi, carcinomi squamocellulari ed adenomi-adenocarcinomi dell’uropigio.
Anche neoplasmi a carico di alcuni organi, come ad esempio il fegato, possono esser associati a scadimento delle condizioni generali e con esso alla comparsa di sintomi cutanei.
Foto Dott. Gianluca Marchetti DVM