Di: Dott. Gianluca Marchetti - Foto: Dott. Gianluca Marchetti - Pubblicato il: 09/02/2009
Le presentazioni cliniche sono di volta in volta differenti anche e soprattutto in relazione al momento in cui viene condotto a visita il paziente.
Le regioni tipicamente interessate da questo processo sono il torace, la groppa, le zampe ed alcune zone delle ali (Fig. 3). Molte volte però sono interessate anche le penne remiganti (ali) e le timoniere (coda).
Proprio in queste regioni si evidenziano sovente penne masticate o ridotte a monconi costituiti a volte dal solo rachide.
Alcuni soggetti masticano e strappano barbe e barbule fratturando longitudinalmente o trasversalmente il fusto della penna. Altre volte invece l’uccello se le strappa senza danneggiarle precedentemente dando all’inizio l’erronea impressione che ci si trovi di fronte ad una muta fisiologica.
Solitamente, a meno che l’uccello non se le gratti in maniera convulsa e non le sfreghi sulla superficie delle sbarre e degli accessori della gabbia, le penne della testa vengono risparmiate.
Va ricordato (Fig. 4) che a volte uccelli che convivono vengono spennati proprio dal partner sulla testa ed in questi casi la separazione dei soggetti è curativa.
In cacatua, conuri, parrocchetti ed ara però è al contrario descritta la tendenza ad autodeplumarsi nella regione pericloacale probabilmente per frustrazione sessuale tantochè, in alcuni casi, l’introduzione di un compagno annulla tale tendenza.
Non è accertato però se questo comportamento patologico si interrompa per l’appagamento sessuale vero e proprio o per il nuovo impegno mentale che porti l’animale ad abbandonare stereotipie maturate in periodi di solitudine e frustrazione.
Molte volte inoltre fenomeni fisiologici vengono fraintesi per patologici: alcuni uccelli in preparazione alla deposizione ed alla cova possono deplumarsi una zona comprendente parte di torace, addome e zampe detta “chiazza da covata” utile a trasferire più efficacemente il calore corporeo alle uova nella fase si incubazione.
Lo strappamento delle penne riduce di gran lunga l’isolamento del corpo predisponendo inoltre l’animale all’insorgenza di malattie.
A volte infatti si pensa la deplumazione sia l’effetto di una patologia riscontrata durante l’iter diagnostico ed invece non ne è che la causa. Spesso infatti un uccello può essere portatore sano di una malattia e metterne in evidenza i sintomi proprio a seguito di stress comprendenti l’autodeplumazione avvenuta per cause diverse. Di contro lo strappamento delle penne risulta spesso sintomo causato da una malattia sottostante e subdola non diagnosticata.
Figura 4 Melopsittacus undulatus. Il soggetto in questione era deplumato solamente nella regione della testa verosimilmente per eccessivo preening da parte del partner. La separazione dei due soggetti con un pannello separatore a metà gabbia che consentisse comunque loro di vedersi è stato curativo. Foto Dott. Gianluca Marchetti DVM
Figura 3 Ara ararauna. Il soggetto in questione si strappava regolarmente la penne di entrambe le ali. Tutto il resto del corpo era risparmiato. Foto Dott. Gianluca Marchetti DVM