Rilascio in natura di animali autoctoni

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Siculo
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Rilascio in natura di animali autoctoni

Messaggio da Siculo » 22 febbraio 2014, 16:02

Salve a tutti, sono un appassionato di animali, ho avuto esperienze con ogni genere di animali e praticamente da piccolo "raccattavo" ogni bestiola che trovavo in giro. L'esperienza più significativa è stata quando da piccolo (assiduo frequentante di un negozio per animali) comprai all'insaputa dei miei un pulcino di papera. Nonostante vivessi in città, in pratica tutti avevano un cane al guinzaglio, io invece giravo per le strade con una papera, ricordo ancora quando la portavo in giro dopo la pioggia per farla abbuffare di formiche regine ( non ne vedo più molte). Altre esperienza avute con volatili, rettili, cani, gatti, pesci e roditori. Vivendo in città ho sempre avuto dei limiti (per tutto il resto c'erano i nonni con la loro casa in campagna [smilie=035.gif] ), adesso mi sto riavvicinando al mondo animale e sto rimediando ad un errore di gioventù, finito di diplomarmi andrò a biologia (a 26 anni :roll: ).

Sono dunque ossessionato dal mondo animale, in particolare della fauna italiana e questo condiziona anche la mia scelta per quanto riguarda gli studi futuri.
Il mio sogno se così vogliamo definirlo, è quello di lavorare nella tutela e conservazione della fauna italiana.

La mia domande è: allevando animali autoctoni generici (muniti di cites ecc..) sarebbe lecito destinare parte della prole al rilascio in un ambiente idoneo o esistono leggi che vietano la cosa?
Ovviamente vale il discorso della nascita e crescita in cattività che ridurrebbe le probabilità di sopravvivenza, ma nel caso di una testugine hermanni quanto vale questo discorso?

A prescindere dal fattore cattività, dunque vorrei sapere principalmente quali regole governano il rilascio in natura di animali autoctoni.

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ardeapurpurea
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Re: Rilascio in natura di animali autoctoni

Messaggio da ardeapurpurea » 22 febbraio 2014, 16:15

Dovresti sentire le leggi della tua regione e la forestale , il problema sta nel patrimonio genetico delle specie autoctone che potrebbe essere compromesso dal rilascio di sottospecie diverse dalle nostre che pur sembrando uguali non vivono da noi .
Comunque è una cosa molto interessante da fare ma potresti iniziare appoggiandoti a qualche centro di recupero che si dedica alla reintroduzione di specie rare e informarti bene .

charles4ever
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Re: Rilascio in natura di animali autoctoni

Messaggio da charles4ever » 22 febbraio 2014, 16:58

Non penso sia proibito, piuttosto è proibito il contrario, cioè il prelievo dall'ambiente di specie non cacciabili, però non è detto.
Il problema del rilascio è dato dalla possibilità di immettere nell'ambiente, come già precisato da ardeapurpurea, sottospecie o morphae diverse da quelle naturali. Un esempio per tutti è dato dai ripopolamenti di trote fatti negli anni '70 - '90 dalle associazioni di pescatori. Si va dall'immissione in acque alpine o appenniniche di Salmo gairdneri, una trota americana che raggiunge pesi maggiori, per poi procedere ai ripopolamenti con Salmo trutta di incerta provenienza, poi con almeno l'identificazione della sottospecie (Salmo trutta fario, Salmo trutta marmoratus, Salmo trutta lacustris, Salmo trutta carpio, ecc. ecc.), per arrivare oggi ad avere dei piccoli vivai dove vengono prodotti avannotti della sottospecie e della forma locale di trota presente in quello o in quei torrenti e così via.
Sempre in campo acqueo sono sotto gli occhi di tutti l'ecocatastrofe dell'immissione del Pesce Siluro (Silurus glanis) nel bacino del Po, insieme con i vari pesci Orologio, pesce Gatto e con l'ormai onnipresente Nutria o Castorino (Myocastor coypus). Quindi le autorità stanno sul chi va là per quello che riguarda introduzioni nell'ambiente di nuovi soggetti, e secondo me sarebbe bene iscriversi ad esempio alla Lipu, che procede all'immissione nel territorio di parecchi soggetti recuperati e/o nati in cattività, tra l'altro si tratta spesso di specie molto rare e difficili da vedere, tipo grandi rapaci, avvoltoi o trampolieri.

Charles

Siculo
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Re: Rilascio in natura di animali autoctoni

Messaggio da Siculo » 22 febbraio 2014, 17:17

Ovviamente avevo trascurato il fattore "purezza" ma comunque è da tenere ovviamente in conto. Non ho mai avuto a che fare con il cites, ma il cites certificherebbe anche la sottospecie?

L'anno scorso avevo visto che la LIPU faceva dei corsi formativi per guardie venatorie, ma non ho potuto prenderne parte per una questione di tempo, ma proverò a contattarli.

Il mio dubbio è appunto come spiegare che io da comune mortale ho a cuore la crescita della fauna autoctona e che l'animale munito di cites che è con me non sta per essere abbandonato, ma reintegrato? Perchè spesso accade che le leggi non vietino una situazione ma che quella situazione appaia ambigua al punto tale da intrecciarsi con altri leggi che alla fine non c'entrano

ardeapurpurea
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Re: Rilascio in natura di animali autoctoni

Messaggio da ardeapurpurea » 22 febbraio 2014, 20:19

Il problema è che la maggior parte della fauna autoctona non rientra nelle liste cites rapaci a parte quindi i problemi possono anche aumentare , le leggi cambiano da regione in regione e può essere un problema anche solo trovarli o detenerli , in ogni caso aiuti già la natura allevandoli in cattività , in questo modo si scoraggià il mercato di uccelli di cattura , più esemplari nati in cattività ci sono meglio è .

charles4ever
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Re: Rilascio in natura di animali autoctoni

Messaggio da charles4ever » 23 febbraio 2014, 7:46

Forse la quadratura del cerchio può proprio essere cercata nella Lipu. Infatti tale associazione impiega molti volontari, biologi, zoologi, veterinari, ma anche semplici appassionati, allo scopo di curare, allevare e proteggere col fine di reintrodurre, quando possibile, nell'ambiente, uccelli che per qualunque causa (traumi, malattie, spari, ecc.) vengano a trovarsi improvvisamente incapaci di sopravvivere, e che vengono ritrovati ed affidati alla Lipu stessa.
Potresti fare tutto ciò che desideri non in proprio, ma per conto dell'Ente, ed inoltre potresti sicuramente allevare specie selvatiche da reintrodurre, con la consapevolezza di quali sia meglio allevare e con la forma adatta.

Charles.

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