piccione affetto da newcastle: dosi transfactor 21

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redmorgana
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Iscritto il: 19 maggio 2011, 15:08

piccione affetto da newcastle: dosi transfactor 21

Messaggio da redmorgana »

Carissimi, mi sono appena iscritta per avere un aiuto urgente. Ho contattato con un mp anche la gentilissima Cellina, ma non so se è collegata.

Per favore, gli esperti mi possono indicare la dose di riferimento del transfactor 21 di guna per una picciona adulta, giovane, di dimensioni un po' più piccole delle solite femmine? le è stata diagnosticata 3 giorni fa la newcastle da un vet che però ignora il rimedio omeopatico indicato da Cellina.

è stata isolata dagli altri piccioni della zona e messa dal sagrestano che la cura in una zona del giardino interno della chiesa, che ben conosce e in cui si è sempre fatta le sue passeggiatine (in gabbia stava con la testa per terra affranta).

al momento le stiamo dando da indicazioni del vet gocce di un complesso vitaminico e alimenti ricchi di vit B (tipo riso integrale, mais, piselli e lenticchie secchi, che però non gradisce). è anche molto difficoltoso darle le gocce di vitamina perché serra il becco. non si capisce se beve o meno acqua dalla sua ciotolina. non vola da quasi 2 settimane, ma cammina spedita. storta il collo, settimana scorsa girava in tondo con la pancia per terra.. ultimamente non lo fa più. non ha problemi respiratori nè diarrea per quanto abbiamo visto. stamattina camminava piuttosto arzilla anche se vedendomi si spaventava e girava il collo (ma non lo appoggiava per terra come le ho visto fare spaventata dal vet).


grazie a tutti! [smilie=041.gif]

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redmorgana
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Iscritto il: 19 maggio 2011, 15:08

Re: piccione affetto da newcastle: dosi transfactor 21

Messaggio da redmorgana »

Carissimi, qui l'aggiornamento. :arrow:

grazie a cellina ho iniziato una cura seria con il rimedio omeopatico causticum 7ch (costa pochi euro) e il transfactor 21 di guna (è caro ma dura mesi e mesi quindi si compra una volta sola)

il Transfactor 21 è un interferone vegetale. si trova in farmacia , previa ordinazione, idem il Causticum 7CH (a volte anche senza ordinarlo).

Nell'acqua da bere si devono mettere 3 granuli al giorno di causticum e lasciarli dissolvere... La dose di 3 granuli è per un beverino da gabbia. se no si usa come ho fatto io un piccolo recipiente di vetro trasparente tipo ciotolina per macedonia in cui si mette acqua, un cucchiaino da caffè di Transfactor+ 3-5 granuli Causticum. si ripete tutto il procedimento 2-3 volte al giorno se l'acqua si è sporcata o rovesciata. è Importante non lasciare l'acqua al sole, per non invalidare i medicinali. si possono mettere nell'acqua anche le vitamine. nel mio caso la picciona non gradiva il gusto e quindi per evitare che rifiutasse l'acqua con gli altri medicinali abbiamo provato a metterle nel mix di riso integrale, piselli e lenticchie secchi.

se il piccione si lascia maneggiare e apre il becco invece di usare la ciotola si può dare un'unica dose al giorno direttamente nel becco: mezzo cucchiaino raso da caffè di transfactor in 2,5 ml di acqua ovviamente con vitamine e 2 granuli sciolti di causticum, aspirare tutto con una siringa da 2,5 ml senza ago e "sparare" nella gola.

in 3 settimane e mezzo di cura la picciona ha avuto momenti di miglioramento e ricadute. ma non abbiamo desistito. oggi, dopo un mese e mezzo in cui stava solo a terra camminando e basta, ha improvvisamente volato! è andata sul cornicione del secondo piano, si è fatta qualche giretto, con il collo diritto.. sembrava un piccione sano.

è stato meraviglioso. non l'avrei detto.. sino a una settimana fa la vedevo strusciarsi per terra aprendo le ali malamente.. stringeva il cuore.. e oggi.... [smilie=041.gif]

proseguiamo la cura per 6 mesi sospendendo al limite tra un po' il causticum.

teniamo alto il thread!

la pseudopeste o malattia di newcastle è considerata incurabile dalla maggior parte dei veterinari, ma cellina e altre persone hanno dimostrato il contrario con le loro esperienze, che oggi confermo anche io. sembra proprio che ci sia una rigenerazione a livello neurologico.

naturalmente il piccione malato deve stare lontano dagli altri sani (no contatti via feci, acqua, cibo).

grazie!
redmorgana
Messaggi: 5
Iscritto il: 19 maggio 2011, 15:08

Re: piccione affetto da newcastle: dosi transfactor 21

Messaggio da redmorgana »

up per chi avesse bisogno :D
federico77
Messaggi: 525
Iscritto il: 23 marzo 2011, 19:34

Re: piccione affetto da newcastle: dosi transfactor 21

Messaggio da federico77 »

Salve "redmorgana", scusa se mi intrometto ma in quanto veterinario mi sorgono alcuni dubbi. La malattia di Newcastle, che colpisce molte specie di volatili, è data da un Paramyxovirus, di cui tra i nove sierotipi, quattro colpiscono gli uccelli dando varia sintomatologia (da sintomi respiratori, a digerenti, a neurologici). La mortalità è variabile, da scarsa ad elevata, in base al sierotipo e al ceppo che colpisce l'animale. Per cui non mi sento né di confermare, né di sconfessare questa cura che hai intrapreso, poiché il tuo piccionotto potrebbe benissimo aver cominciato (tutto da vedere, poi, ma non voglio essere il classico uccello del malaugurio, visto che siamo in tema ;-) ) ad intraprendere un processo di guarigione da sé, proprio per essersi infettato con uno stipite virale a bassa mortalità.
Se sia per merito di questo interferone (che poi poco c'entrano con gli interferoni prodotti da organismi animali in risposta a infezioni da virus, in quanto questi agenti infettivi si sono adattati ed evoluti su organismi ospiti animali e non vegetali) oppure di un classico effetto placebo dovuto alla bassa virulenza di questo ceppo di virus, non te lo saprei dire. A meno che non venga fatto un prelievo di feci, o un tampone cloacale, o ancora faringeo che possa caratterizzarlo meglio e capirne di più sulla sua virulenza/mortalità.
In ogni caso non voglio interferire con la tua convinzione, ma solo sollevare leciti dubbi su alcune sostanze non ancora studiate e confermate efficaci nella terapia di una malattia, purtroppo ancora incurabile (anche se la vaccinazione è di prassi).

Saluti. Federico
redmorgana
Messaggi: 5
Iscritto il: 19 maggio 2011, 15:08

Re: piccione affetto da newcastle: dosi transfactor 21

Messaggio da redmorgana »

federico77 ha scritto:Salve "redmorgana", scusa se mi intrometto ma in quanto veterinario mi sorgono alcuni dubbi. La malattia di Newcastle, che colpisce molte specie di volatili, è data da un Paramyxovirus, di cui tra i nove sierotipi, quattro colpiscono gli uccelli dando varia sintomatologia (da sintomi respiratori, a digerenti, a neurologici). La mortalità è variabile, da scarsa ad elevata, in base al sierotipo e al ceppo che colpisce l'animale. Per cui non mi sento né di confermare, né di sconfessare questa cura che hai intrapreso, poiché il tuo piccionotto potrebbe benissimo aver cominciato (tutto da vedere, poi, ma non voglio essere il classico uccello del malaugurio, visto che siamo in tema ;-) ) ad intraprendere un processo di guarigione da sé, proprio per essersi infettato con uno stipite virale a bassa mortalità.
Se sia per merito di questo interferone (che poi poco c'entrano con gli interferoni prodotti da organismi animali in risposta a infezioni da virus, in quanto questi agenti infettivi si sono adattati ed evoluti su organismi ospiti animali e non vegetali) oppure di un classico effetto placebo dovuto alla bassa virulenza di questo ceppo di virus, non te lo saprei dire. A meno che non venga fatto un prelievo di feci, o un tampone cloacale, o ancora faringeo che possa caratterizzarlo meglio e capirne di più sulla sua virulenza/mortalità.
In ogni caso non voglio interferire con la tua convinzione, ma solo sollevare leciti dubbi su alcune sostanze non ancora studiate e confermate efficaci nella terapia di una malattia, purtroppo ancora incurabile (anche se la vaccinazione è di prassi).

Saluti. Federico

ciao Federico! Come ho specificato la cura è quella seguita da una volontaria LIPU che ha una casistica di piccioni in Newcastle conclamata e provata da esami di routine, non semplicemente presunta. In questa casistica si sono presentate molte guarigioni. L'interferone vegetale aiuta a rimediare ai danni neurologici indotti dalla patologia favorendo un'azione "ricostruttiva". il virus infatti danneggia i centri nervosi in modo simile a certe forme di sclerosi per cui è utilizzato l'interferone sintetico. Il piccione non può aver subito alcun placebo perché non sapeva di essere curato. Stava libero e beveva da una ciotolina i medicinali. :)

credo che la casistica LIPU faccia fede in modo indubitabile.. in ogni caso visto che non esiste una cura alternativa e questa abbiamo visto che funziona direi che è da provare!

sono figlia di medici e capisco la tua perplessità di fronte a una molecola che non hai personalmente sperimentato. ma tutte le molecole inizialmente erano sconosciute ;) e quelle di sintesi non funzionano per forza meglio di quelle di origine naturale. sono stata allergica grave per 15 anni, aiutandomi con antistaminici che non funzionavano e cortisone che funzionava parzialmente. alla fine pur pessimista ho tentato una nuova via: un ciclo di 3 mesi di ribes nigrum, in macerato glicerico. è un cortison like vegetale che agisce sullr surrenali ripristinando l'equilibrio della risposta immunitaria in modo efficace, a differenza del cortisone classico che mi bastonava il sistema immunitario addormentandolo ma non equilibrandolo. risultato? alla fine della cura la mia allergia era diminuita circa del 70%. posso stare in locali polverosi, toccare animali etc. adesso.

la newcastle quindi non è incurabile perché una casistica lupu dimostra il contrario. è curabile con farmaci diversi da quelli conosciuti dai veterinari. se pensi che molti medici usano solo i farmaci che i rappresentanti propongono loro e sono all'oscurp di tutti gli altri.. essendo nell'ambiente conosco bene questi meccanismi.

ciao!
federico77
Messaggi: 525
Iscritto il: 23 marzo 2011, 19:34

Re: piccione affetto da newcastle: dosi transfactor 21

Messaggio da federico77 »

Scusami "redmorgana", ma ancora quello che dici lascia parecchi dubbi ancora insoluti. Non che voglio essere il solito veterinario che non crede alle forme di medicina alternativa, ma alcune cose sono scientificamente
improbabili e ti spiego perché.
L'interferone è una proteina prodotta dalle (virtualmente qualsiasi) cellule dell'organismo dopo un'infezione virale per proteggere quelle sane dalla replicazione del virus. Rappresenta quindi la "prima difesa" di tipo aspecifico dell'organismo, che anticipa poi quella specifica della produzione degli anticorpi. Ora, perché l'interferone agisca a livello cellulare, è necessario che questi si leghi alla cellula tramite uno specifico recettore, col classico meccanismo chiave-serratura delle molecole proteiche che agiscono sulla superficie cellulare. Ora, come si può spiegare che una molecola proteica vegetale, come questo citato "transfactor", creata probabilmente da una cellula vegetale in risposta ad un'infezione virale da virus vegetali (quali, poi??), possa legarsi alla superficie di una cellula animale su un recettore assolutamente non specifico per questo tipo di proteina?? Può essere che questo avvenga, non posso dirti con certezza di no, ma saresti la prima a scoprire una cosa simile. O se qualcuno ne sa più di me, allora ben venga. Comunque chiedi anche ai tuoi, visto che sono medici e poi sappimi riferire ;-)

Altra cosa: come ti dicevo di Paramyxovirus ce ne sono di vari ceppi, più o meno patogeni. Una guarigione spontanea è senz'altro plausibile, se il virus era di un ceppo meno patogeno e se il volatile nel frattempo ha ricevuto adeguate cure di stabulazione e di alimentazione (gli uccellini sono molto resistenti se gli si dà l'opportunità di far fronte ad uno stato di malattia). Per cui si torna ancora al dubbio del classico effetto placebo, ma non rivolto al paziente, ma a colui (anzi, colei) che sta dando il presunto farmaco, pensando che sia per merito di questo che sta guarendo, quando può benissimo essere guarito da solo per un classico decorso di una malattia virale non mortale (come per la nostra influenza, o raffreddore, guaribili senza farmaci).

Ora, se questa volontaria LIPU ha fatto degli studi seri e confermati dalla controparte scientifica, con dati statistici reali, ovvero N° guariti con questo "farmaco" su N° malati, rispetto ad un gruppo di controllo (N° guariti spontaneamente senza "farmaco" su N° malati), e soprattutto che ceppo di virus avevano per capire se questo fosse più o meno patogeno, non dovrebbe avere alcun timore di presentarli e, perché no, pubblicarli e sarei poi io il primo a credere e darti ragione.

Certo che un tempo tutte le molecole non erano conosciute, ovviamente, visti i progressi della medicina. Ma queste sono state poi studiate in vitro e in vivo, la loro formula chimica è stata scritta e ne è stato spiegato scientificamente il loro meccanismo d'azione. Ora, se mi puoi confermare tutto questo anche per questa sostanza, ben venga e sarei curioso di leggere l'articolo in proposito.
Poi che la storia delle molecole di sintesi non funzionino meglio di quelle naturali non c'entra: poiché entrambe hanno una struttura chimica uguale, o quasi simile, proprio per raggiungere un effetto biologico ben definito. Ad esempio vi sono moltissimi antibiotici di sintesi e di indubbia efficacia che non per questo sono di origine naturale, o fanno male. Tutto sta nella dose assunta e nella durata nel tempo.

Se il ribes nero ha questi effetti allora dovrò pensarci anch'io per la mia allergia agli acari della polvere! Non
volermene, dai...:-) Io ho però risolto al 90% il problema cambiando stanza in cui dormo... ovvero purtroppo da più di due anni in divano-letto in salotto. E ho preso anch'io gli antistaminici che non sono serviti a nulla. Bisogna eliminare o evitare il più possibile il contatto con l'allergene e basta, senza tanti palliativi o farmaci vari.

Spero di essere stato più chiaro e, ripeto ancora, fammi vedere questi articoli e dati LIPU (spero confermati da qualche medico veterinario) prima di essere così sicura di certe affermazioni. Poiché, sicuramente tutti gli esseri viventi hanno la capacità di guarire da sé dalle malattie (e sono io il primo a mettervi la mano sul fuoco, poiché i miei canarini che alimento solo con cose naturali e appropriate, e faccio vivere all'aperto, non han preso finora alcuna malattia grave), però quando si presentano un aiuto farmacologico può essere utile, o fondamentale.

Altrimenti noi veterinari non riusciremmo a guarire alcun paziente, mentre per fortuna qualche successo lo abbiamo, non trovi?

Con questo non aggiungo altro e ti lascio riflettere. Poi ognuno avrà e resterà, come penso, nelle sue convinzioni, ma almeno ho spiegato alcune cose in modo appropriato.

Tanti saluti. Federico
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