I Probiotici

Di: Biagio D'Amore - Foto: Hobby Uccelli - Pubblicato il: 12/09/2010

Introduzione alla probiotica.

Probiotico, dal greco “pro bios”, significa letteralmente “favorevole alla vita”, ma la definizione scientifica comunemente accettata è quella del ricercatore inglese Fuller, secondo il quale è probiotico un microrganismo vivente e attivo, che riesce, una volta ingerito come supplemento dietetico o come componente di alimenti, ad esercitare un effetto benefico sulla salute dell’ospite, poiché in grado di migliorare il bilancio microbiologico intestinale e la modulazione positiva del sistema immunitario.

Naturalmente tale effetto si può manifestare solo se la dose di microrganismi probiotici “vitali” assunti è sufficientemente elevata.

Occorre ora fare due considerazioni.

  1. La prima è che il tratto gastrointestinale del pullus è sterile e che, in condizioni naturali, acquisisce la microflora intestinale direttamente dalla madre. È molto importante che ciò avvenga, ed è ugualmente importante che questa flora digestiva si conservi costantemente in equilibrio durante la vita del soggetto.
    In caso contrario aumenteranno i rischi di infezioni da batteri e virus patogeni e, di conseguenza, i rischi di mal digestione e di diarrea.
  2. La seconda è che, a livello gastro-intestinale, assume un’importanza primaria l’equilibrio ecologico che si instaura tra i “FERMENTI LATTICI” (batteri lattici) e le differenti specie microbiche putrefattive e/o patogene. Questa osservazione, è oggi supportata da innumerevoli studi scientifici.
  3. La probiotica, nasce dalla regola di PREVENIRE le patologie prima di preoccuparsi delle cure, cercando di conservare quegli equilibri naturali fisiologici dell’organismo che sono il fondamento della buona salute e della produttività animale.

    Sono tre i requisiti ritenuti essenziali:

  • i microrganismi devono essere vivi (fermenti lattici vivi);
  • la quantità somministrata deve essere adeguata;
  • devono essere dimostrati i vantaggi per l’organismo che “ospita” i germi probiotici nel tratto gastroenterico.

 

Definizione di probiotici.

Un probiotico è un additivo alimentare a base di “microrganismi vitali“ che ha un’influenza benefica sull’animale ospite, migliorandone l’equilibrio microbico intestinale (Fuller).

I probiotici sono microrganismi vivi che, se somministrati in quantità adeguata, hanno un effetto benefico per l’ospite (FAO 2001).

Argomenti che tratteremo:

  • La microflora digestiva e le sue funzioni.
  • Ecologia microbica del tratto digestivo dei volatili.
  • Dinamica dell’equilibrio microbico gastrointestinale.
  • Ruolo dei fermenti lattici.
  • Perché, quando e come usare i fermenti lattici.

 

La microflora digestiva e le sue funzioni.

La microflora gastro-enterica di un animale a sangue caldo adulto e sano (detta “microflora normale”) è costituita da 400-500 specie di batteri, oltre che da funghi (lieviti) ed eventualmente da protozoi; sono infine presenti virus enterici e batteriofagi.

Il tratto gastro-intestinale di qualunque animale è un ECOSISTEMA, composto da differenti HABITAT, entro i quali è presente, nell’animale sano, una popolazione microbica più o meno caratteristica, detta appunto “MICROFLORA NORMALE”.

Le cellule presenti in maggior numero sono quelle dei batteri, che possono raggiungere popolazioni di 10–100 miliardi di unità per grammo di contenuto tal quale (peso umido) a livello del grosso intestino (in particolare delle appendici ciecali, per i volatili).

Nell’ecosistema gastro-intestinale dell’uccello, gli habitat più importanti sono l’ INGLUVIE o gozzo (“fermentatore” pre-gastrico), l’INTESTINO TENUE e le due APPENDICI CIECALI (“fermentatori” post-gastrici).

L’ingluvie e le due appendici ciecali costituiscono altrettante sacche in cui il materiale ingerito ristagna per un tempo sufficiente a permettere una forte crescita di microrganismi fermentanti.

Le fermentazioni microbiche servono anzitutto a digerire composti alimentari (come la fibra solubile), altrimenti indigeribili per l’animale, nonché a rinnovare le mucine (succo gastrico), mentre gli AGV (acidi grassi volatili) rilasciati nel corso delle fermentazioni sono indispensabili alla nutrizione e proliferazione delle cellule epiteliali (app.ghiandolare, villi intestinali).

Entro ogni HABITAT (gozzo, duodeno, ecc.) si possono individuare svariate NICCHIE di attività, occupate da MICRORGANISMI AUTOCTONI specializzati.

Le multiformi popolazioni microbiche interagiscono tra loro in vario modo, ed interagiscono con la mucosa gastroenterica in modo più o meno vantaggioso o dannoso per l’animale.

L’interazione tra microrganismi che più interessa il campo della probiosi è l’“ANTAGONISMO”, che in questo caso viene chiamato "effetto di barriera" e che può essere definito come l'antagonismo esercitato dalla microflora autoctona (indigena) di un certo habitat, nei confronti di un microrganismo alloctono (estraneo).

In pratica, l'ANTAGONISMO tra flore indigene e flore estranee (inclusi i germi patogeni), ovvero l’EFFETTO DI BARRIERA, costituisce per l’animale uno dei mezzi naturali di difesa dalle infezioni gastrointestinali , su cui si basa la probiotica.

In condizioni fisiologiche normali, la flora utile e la flora dannosa (parassita, putrefattiva,ecc.) sono tra loro in contrapposizione e in equilibrio.

Ma questo “equilibrio microbico” è precario, può essere sbilanciato da numerosi eventi. Lo sbilanciamento della microflora — detto DISMICROBISMO o DISBIOSI — può recare danni all'ospite, che spaziano dai semplici disordini digestivi, dalle patologie lievi a quelle conclamate (E.Coli, Salmonella, ecc.).

E’ facile dedurre, allora, l’importanza di somministrare all’animale una dieta che sia in grado di stimolare la crescita dei microrganismi utili (probiotici), che a loro volta contrasteranno più fortemente la crescita dei patogeni.

E’ da porre in risalto il ruolo di stimolazione immunitaria (senza conseguenze patologiche) assunto dalla flora materna normale “pioniera”, ingerita dal pullus durante la schiusa. All’interno di questa flora pioniera è fondamentale la parte giocata dai fermenti lattici, capaci di stimolare il sistema immunitario senza provocare reazioni infiammatorie.

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