Amadina Testa Rossa

Di: Silvio Iadanza - Foto: - Pubblicato il: 28/05/2011

Areale di distribuzione in natura

Becco d'argentoIl becco d’argento, nome scientifico  lonchura cantans, ovvero la euodice cantans, è un piccolo “gioiellino” che occupa buona parte del centro e nord Africa e che si spinge  fino alla penisola araba.

In questo vasto  territorio se ne possono ammirare cinque sottospecie:

la cantans cantans,

la cantans inornata,

la cantans meridionalis,

la cantans orientalis

la cantans malabarica, quest’ultima è meglio conosciuta come “becco di piombo”, ed il  suo areale di distribuzione differisce dal resto delle altre essendo un abitatore delle Indie, per cui è accreditata come specie a se stante, ma  c’è da dire  che data la loro strettissima affinità, ci sono teorie a riguardo che ipotizzano il becco di piombo, appunto, come una sottospecie del becco d’argento.

Descrizione del Becco d'argento

Ma cosa contraddistingue in realtà tutte queste sottospecie?

È  l’intensità del manto ed il disegno dei fianchi, perché questa piccola lonchura è lunga poco più di 11 cm, con testa di color nocciola molto chiaro tendente al grigio ed  un disegno puntinato tendente al nero bruno.

Il mantello del dorso è di un bruno frumento, che come il becco di piombo, si carica di bruno-nerastro  verso le remiganti delle ali e le timonieri delle coda, con un petto, ventre e basso ventre, che a seconda della sottospecie,  varia dal bianco candido al crema molto carico  ed i fianchi, composti da un disegno striato regolare, ha varie tonalità del bruno, anche qui a seconda della sottospecie, fino a  scomparire del tutto o dall’essere leggermente accennato nell’ orientalis.

Alimentazione in natura del becco d'argento

Questa piccola lonchura la si scorge, il più delle volte in folti gruppi, a “danzare” sui capolini immaturi di graminacee  alla raccolta di semi, base quotidiana della sua alimentazione, ma non disdegna nel periodo riproduttivo un’ integrazione insettivora.

Riproduzione in natura del becco d'argento

E’ un abitatore delle praterie verdeggianti africane, ma anche di zone semidesertiche, e lo si può scorgere anche  in prossimità di fiumiciattoli  o specchi d’acqua, riunito in piccoli gruppi che in determinati periodi dell’anno  si congiungono ad altri gruppi a formare veri e propri stormi.

Nel periodo riproduttivo, che coincide con quello delle piogge,  questi piccoli gruppi, che sembrano avere una valenza familiare, si scindono in coppie e in fitti cespugli costruiscono il proprio nido, deponendovi dalle 3 alle 6 uova, che verranno  incubate sia dal maschio che dalla femmina, e alla schiusa i pulli verranno  alimentati quasi esclusivamente da semi di graminacee, anche se non disdegnano, proprio nei primi giorni di vita dei pulli, una leggera integrazione animale, fatta di piccoli insetti e larve.

Il piccolo becco d’argento conduce la propria esistenza in modo socievole e pacifico, vivace nelle sue manifestazione, ma mai invadente, passa le sue giornata alla ricerca di cibo per sè e per la propria prole, deliziando non solo la propria compagna con un canto, anche piuttosto articolato se si pensa ad un lonchura, fatto di note sommesse e prolungate.

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