Soccorso di un nidiaceo di passero

Di: Rossella Mansi - Foto: Rossella Mansi - Pubblicato il: 27/07/2008

Premessa

Giova passero mattugia

Quando ci capita di trovare un nidiaceo fuori dal nido, già impiumato, che sgambetta solo soletto senza meta e non è in grado di volare perfettamente, l'istinto ci induce a raccogliere il piccolo uccellino e a portarlo a casa, pensando di operare nel modo più giusto.

Questo comportamento invece è, in molti casi, sbagliato poiché gran parte dei nidiacei (merli, passeri, civette, verzellini, ecc.) abbandonano spontaneamente il nido per esplorare il mondo sotto la guida e l'aiuto dei propri genitori che provvedono ancora ad alimentarli.

La cosa migliore da fare, quindi, è quella di non raccogliere subito il nidiaceo, ma valutare bene la situazione in cui si trovano, prima di prendere una decisione.

Se il piccolo nidiaceo si trova in una situazione di pericolo dettata dalla presenza di gatti o cani, strade trafficate, ecc., si può mettere in salvo in un posto sicuro come un'aiuola, un parco vicino, un tetto oppure in una scatola da scarpe legata ad un albero tramite delle corde agganciate alle pareti, di sicuro i suoi genitori lo ritroveranno.

Si devono sempre raccogliere, invece, gli uccelli feriti, gli uccelli implumi e/o inetti e i rondoni e in tutti questi casi è fondamentale contattare il centro di recupero animali selvatici più vicino e chiedere aiuto.

Questi uccelli trovatelli non possono essere detenuti in cattività se non per il periodo necessario per fornire le cure per la loro sopravvivenza.

Quando saranno autosufficienti devono essere liberati in natura.

I passeri sono uccellini difficili da accudire perchè non si adattano facilmente alla cattività, si spaventano facilmente, tanto da irrigidirsi e accasciarsi su un lato quando li teniamo in mano, oppure tendono a sbattere ovunque in una scatola o in una gabbia al minimo rumore, cercando di scappare.

Bisogna avere un pò di pazienza, lasciarli tranquilli e limitarsi a minimo contatto con loro.

Ci sono naturalmente delle eccezioni, è possibile che un passero si dimostri sereno al contatto umano. In questi casi approfittiamo della sua collaborazione ma non dimentichiamo che il piccolo un giorno dovrà essere liberato insieme ai suoi simili, perciò non abituatelo troppo alla vostra presenza e non coccolatelo come se fosse un gattino, così sarà più facile per lui la reintroduzione in natura.

Sistemazione in gabbia

I passeri hanno l’abitudine di nidificare in buchi e anfratti quindi dovete creargli un luogo abbastanza riparato e confortevole dove il vostro piccolo amico trovatello può sentirsi tranquillo e a suo agio, lontano da rumori e viavai di persone o altri animali come cani e gatti.

In una gabbia normale il passero tende ad agitarsi e a saltellare, si arrampica sulle sbarre sbattendo le ali cercando di fuggire, con questi movimenti si sfrega e si incastra le penne tra le sbarre col rischio di rompersele. Questo non deve assolutamente accadere!

Network

Deda Web - Soluzioni avanazate per il web Annunci Natura Trova Natura - La natura a portata di mouse