Acariasi respiratoria

Di: Dott. Dario d'Ovidio - Foto: Dott. Dario d'Ovidio - Pubblicato il: 08/11/2008

Immagine microscopica del parassita (Sternostoma tracheacolum) nella forma adulta

Immagine microscopica del parassita (Sternostoma tracheacolum) nella forma adulta. Nella foto successiva, invece, particolare dell’acaro. Foto Dario d’Ovidio

L’acariasi respiratoria rappresenta una frequente affezione delle vie respiratorie causata da un artropode diffuso in tutto il mondo, lo Sternostoma tracheacolum.

Quest’acaro è in grado di parassitare molte specie di uccelli da gabbia e da voliera, ma colpisce più frequentemente canarini (ed altri fringillidi) e diamanti di gould, più raramente i Pappagalli.

Il suo ciclo biologico dura dalle due alle tre settimane e si realizza all’interno delle vie respiratorie (seni, faringe, trachea, polmoni e sacchi aerei), dove i parassiti adulti e sessualmente maturi si riproducono.

Le femmine di Sternostoma tracheacolum sono ovovivipare, ossia producono uova dalle quali rapidamente schiudono le larve che, attraverso le secrezioni respiratorie, vengono diffuse nell’ambiente o attraverso becco e narici, o qualora ingerite, attraverso le feci.

La trasmissione dei parassiti avviene dunque sia direttamente da animale ammalato ed animale sano, ad esempio nell’imbeccata dei pullus e delle femmine in cova (corteggiamento), sia indirettamente, attraverso cibo ed acqua contaminati.

I sintomi dell’Acariasi sono tipici di una forma respiratoria, ma purtroppo non distinguibili da altre patologie altrettanto frequenti quali Polmoniti batteriche, Diftero-vaiolo e Singamosi.

Si potrà notare:

  • Cambi di vocalizzazione (per infiammazione del Siringe)
  • Tosse (per l’irritazione della mucosa respiratoria)
  • Dispnea (Respirazione difficoltosa a becco aperto)
  • Emissione di suoni caratteristici (click respiratorio)
  • Apatia (dovuta alla facile affaticabilità)
  • Talvolta scolo mucoso (conseguente a grave tracheite)

La diagnosi in vita di acariasi, rimane tuttora poco agevole.

Acaro visto al microscopio elettronico

Infatti per quanto diversi autori indichino la possibilità di identificare il parassita adulto attraverso l’illuminazione transcutanea (comparsa di tipici puntini scuri localizzati all’interno della trachea), tale metodica non è sempre facilmente applicabile.

Inoltre il rinvenimento delle larve nel muco tracheale o nelle feci non è semplice, per cui se un esame positivo non lascia dubbi sulla presenza degli acari, un test negativo non necessariamente indica il contrario.

Di grande utilità risulta invece l’esame necroscopico (autopsia) e ad oggi, questo rappresenta uno dei metodi più sicuri ed utili, poichè permette di identificare con certezza gli acari (o gli eventuali altri patogeni coinvolti) e di intraprendere precocemente un trattamento mirato al fine di preservare gli altri soggetti dell’allevamento.

All’esame anatomo-patologico, sarà possibile rinvenire, oltre ai parassiti, infiammazione della trachea, dei polmoni e dei sacchi aerei con presenza di essudato mucoso.

Somministrazione IVOMEC a Diamante di Gould

La terapia è molto semplice e quasi sempre risolutiva e consiste nella somministrazione di Ivermectina spot-on (poche gocce sulla cute), dopo una opportuna diluizione in glicole propilenico in rapporto di 1:9.

Nella foto qui a lato viene mostrata la tecnica di somministrazione in un Diamante di Gould.

Tale applicazione va ripetuta almeno una seconda volta dopo due settimane (idealmente per tre volte consecutive).

La sua efficacia risulta inferiore quando il farmaco viene somministrato per via orale.

La profilassi consiste nella disinfezione periodica di alloggi, arredi e locali (in cui gli animali vengono ospitati) con prodotti antiparassitari e nel trattamento spot-on di tutti i nuovi arrivati.

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