Aspergillosi

Di: Dott. Luca Modesto - Foto: Dott. Luca Modesto - Pubblicato il: 11/06/2005

L'aspergillosi rientra nell'ambito delle malattie infettive, ma non contagiose, che possono colpire gli uccelli sia d'allevamento che selvatici.

Tale patologia è provocata da funghi ubiquitari appartenenti al genere Aspergillus (più frequentemente isolata è la specie A. Fumigatus).

L'infezione si verifica in seguito all'inalazione di spore fungine, con conseguente primaria localizzazione del problema a livello dell'apparato respiratorio.

Eziologia e Sintomatologia: circa l' eziologia c'è da dire che molti possono essere i fattori predisponesti l'insorgenza della malattia:

  • Lo stress di qualsiasi natura esso sia (trasporti lunghi, cattura, malattie prolungate).
  • Alimentazione non bilanciata (in particolare carenza di vitamina A).
  • Uso prolungato di corticosteroidi e antibiotici in quanto talvolta responsabili di immunosoppressione.
  • Fattori ambientali: non si può non sottolineare come una ventilazione insufficiente associata a lettiera umida e sporca, rappresenta l'ideale per la crescita delle spore fungine.

Per quanto riguarda la sintomatologia convenzionalmente si distinguono due forme cliniche: acuta e cronica.

La forma acuta interessa maggiormente quei soggetti tenuti in condizioni igieniche estreme, ed è caratterizzata da sintomi quali anoressia, difficoltà respiratorie e cianosi, che portano inevitabilmente a morte del soggetto in un brevissimo arco di tempo.

La forma cronica invece manifesta sintomatologia poliedrica, a seconda dell'apparato o organo che è stato interessato:

  • Apparato respiratorio: i sintomi variano a seconda del tratto colpito, comunque si va da lievi alterazioni della voce a deficit respiratori più o meno gravi, fino ad arrivare a scoli mucopurulenti.
  • Sistema nervoso: si può riscontrare atassia, torcicollo e in alcuni casi addirittura paralisi.
  • Sintomi generali: talvolta possono essere gli unici e includono anoressia, depressione del sensorio e letargia, diarrea.

Diagnosi: sia l'anamnesi che un esame clinico possono indirizzarci verso una diagnosi di aspergillosi, laddove non sia possibile effettuare esami più specifici. Infatti tramite un'attenta anamnesi possiamo identificare possibili fattori di rischio, quali stress, condizioni igienico sanitarie scadenti, immunodepressione.

Inoltre con un dettagliato esame clinico possiamo esaminare bocca e trachea per evidenziare muco o essudato, e anche per prelevare un campione da sottoporre ad esame micologico, in modo da isolare il fungo e giustificare quindi una diagnosi di certezza.

Esistono anche altri esami più o meno specifici , come esami di laboratorio, radiografie, ma soprattutto indagini endoscopiche, i quali andrebbero comunque fatti per essere certi di trovarci di fronte a un caso di aspergillosi.

Terapia: per il trattamento dell'aspergillosi bisogna ricorrere a farmaci antimicotici e tra questi i migliori risultati si sono avuti con: amfotericina b somministrata per via endovenosa e che rappresenta il principio d'elezione per il trattamento del'aspergillosi; ma ottimi risultati si sono avuti somministrando anche con la 5-fluorocitosina, il ketoconazolo o il fluconazolo somministrati per via orale; solito vengono utilizzate per continuare la terapia iniziata con l’amfotericina b. Si tratta di terapie che devono essere protratte per almeno un mese, per cui è indispensabile essere seguiti costantemente da un medico veterinario sia per il corretto dosaggio dei farmaci, che per monitorare il soggetto correttamente.

Profilassi: Il modo migliore per combattere l'aspergillosi è prevenirlaInfatti basta osservare poche e semplici regole di allevamento (evitare stress inutili agli animali, tenerli in voliere pulite e areate, non somministrare farmaci senza visita e controllo veterinario) per scongiurare il pericolo di aspergillosi e salvaguardare il benessere dei nostri animali

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