L'Autodeplumazione

Di: Dott. Gianluca Marchetti - Foto: Dott. Gianluca Marchetti - Pubblicato il: 09/02/2009

Cacatua sulphurea

Figura 1: Cacatua sulphurea. Il pappagallo in questione, a seguito dell’arrivo in casa di un cane, ed in conseguenza quindi delle minori attenzioni da parte del proprietario, ha cominciato ad autodeplumarsi petto e collo fino a provocarsi un’estesa ulcera cervicale. Foto Dott. Gianluca Marchetti DVM

L’autodeplumazione attiva (Fig. 1) è forse la sindrome più difficile da curare per il Veterinario Aviare avendo spesso implicazioni comportamentali e cioè psicologiche.

L’atto del grattamento ripetuto o della masticazione convulsa del piumaggio non è infatti che un sintomo verosimilmente riconducibile ad una moltitudine di subdole cause predisponenti e scatenanti.

In generale, le cause sottostanti più frequenti dell’automutilazione sono carenziali, infettive, infestive, allergiche, tossiche, endocrinologiche e psicologiche.

Non sempre è possibile risalire ad una causa scatenante ed alcuni casi restano irrisolti.

Come accade nei mammiferi le lesioni primarie sono spesso complicate da alterazioni secondarie per l’intervento di microrganismi opportunistici di natura virale, batterica e micotica.

Queste infezioni secondarie rendono di più difficile interpretazione le lesioni primarie e riducono la capacità di intervento terapeutico mirato da parte del Medico Veterinario.

Risultano quindi indispensabili esami collaterali e di laboratorio per risalire alla causa primaria sottostante.

In alcuni casi la biopsia cutanea mostra la causa del processo, in altri la malattia (ed i relativi segni istologici) sono ormai scomparsi ma residua il vizio dell’autobeccaggio.

L’indagine atta a comprenderne l’origine eziologia è infatti complicata, articolata e spesso frustrante per il Veterinario e per il proprietario. Lo strapparsi le penne non è infatti una “malattia” ma piuttosto la conseguenza di uno o più processi patologici spesso associati a disordini psichici.

Va precisato che non esistono pubblicazioni scientifiche che ne attestino l’esistenza in natura; è infatti una patologia che interessa gli uccelli in cattività.

Groppone completamente deplumatoLo strappamento delle penne interessa numerose specie aviari ma la predisposizione maggiore si registra negli psittacidi.

L’automutilazione va distinta dalle normali attività di toelettatura e di rimozione delle guaine che ricoprono le penne in crescita e spesso raggiunge livelli di gravità estrema comprendenti persino lesioni della cute ed autoamputazioni di parti del corpo.

Tutte le attività automutilative vengono indicate come Feather Destructive Beahavior e vanno da una sorta di eccesso nella cura delle penne (overpreening, abnorme cura con il becco delle penne) fino alle vere e proprie autodeplumazione ed automutilazione.

Figura 2: Groppone completamente deplumato. Questo soggetto è risultato positivo al test per la PBFD o Malattia del Becco e delle Piume e pertanto le penne non nascevano oppure erompevano distrofiche e dopo poco cadevano. Il pappagallo in questione convive con uno della stessa specie il quale non manifesta alcun sintomo di malattia. E’ sempre importante riuscire a distinguere una patologia organica/infettiva da una comportamentale. Foto Dott. Gianluca Marchetti DVM

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