Canarino Gibber Italicus

La prima razza di Canarini Italiana ad aver avuto un riconoscimento internazionale è il Gibber Italicus, i soggetti del primo tipo erano noti come Olandesi del Sud, o anche Bossu Arricciati Olandesi, mentre i secondi erano definiti semplicemente Bossu Arricciati Italiani.

Il Gibber Italicus è la razza Italiana di Canarini ad aver avuto il primo riconoscimento internazionale è questa, e discende in linea diretta dall’antico Arricciato o Olandese del Sud.

Nel periodo fra le due guerre l’Italia primeggiava per l’allevamento di questi canarini arricciati.

La supremazia Italiana era riconosciuta anche in campo internazionale, tanto da esportarne al di fuori dell’Italia.

Le tendenze andavano in due direzioni: quella che andava per la maggiore soprattutto nel Nord Italia, che selezionava un Arricciato del Sud grande e dal piumaggio vaporoso come una nuvola, i cui soggetti migliori erano spesso di provenienza Milanese e Parmigiana, e quella seguita soprattutto  a Napoli e dintorni, ma che aveva molti cultori anche a Modena, Monza e nella stessa Parma, che vedeva privilegiati soggetti di taglia minore, con piumaggio attillatissimo e posizione a “sette” fortemente sottolineata.

I soggetti del primo tipo erano noti come Olandesi del Sud, o anche Bossu Arricciati Olandesi, mentre i secondi erano definiti semplicemente Bossu Arricciati Italiani. Possiamo ricordare i nomi dei pionieri che si prodigarono per selezionare e far conoscere ed apprezzare questa razza, come a Napoli il Cav. Cerlino, l’Avv Casilli e Padre Solimene, rettore della Chiesa di S. Maria a Caponapoli, oppure a Castellammare di Stabia il Dr. Ciampa, ma anche persone del Nord, come il Sig. Schianchi di Parma, la Sig.ra Giamminola  di Como e tantissimi altri fecero negli anni di questo canarino il vanto della canaricoltura nazionale.

Alcuni allevamenti, come i famosissimi del Cav. Cerlino, dell’Avv. Casilli ed altri pagarono un tributo altissimo alla Seconda Guerra Mondiale, con la scomparsa pressoché totale dei soggetti, ma ormai il seme era gettato, e la razza venne riconosciuta a Bruxelles nel 1951 come prima ed allora unica razza Italiana.

I pionieri avevano attinto non solo dal patrimonio nazionale, ma avevano frequentemente importato soggetti dal Sud della Francia e della Spagna, per arrivare al loro risultato.

Una razza oggi estinta che derivava dalla prima tendenza selettiva era invece il cosiddetto Milanbianco Gobbuto (o Gibbuto), che era un arricciato del Sud selezionato nel piumaggio bianco candido (o anche ardesia) unicolore e molto vaporoso.

I soggetti di prima della guerra avevano ancora piumaggio abbastanza sviluppato, mentre gli esemplari moderni hanno un piumaggio attillatissimo. Il nome scelto per questa razza lo indica come canarino gibbuto, in realtà la sua posizione a “sette” dipende, come per il suo antenato, dalla carica nervosa e dall’attenzione rivolta a quanto lo circonda.

Occorre accennare al fatto che, quando si visita una mostra ornitologica, immancabilmente si assiste a scene di palese deprecazione di questo canarino da parte dei profani.

Commenti come: “Ma che schifo!”, oppure “Poverino, ma sta male!?!” o anche “Voi allevatori siete dei criminali ad allevare bestie del genere!”.

Una volta assistetti ad una scena incredibile.

Stavo parlando con un noto allevatore di Gibber di Parma che contemplava i propri soggetti (per altro bellissimi) esposti alla mostra sociale, ed ogni tanto arrivava qualcuno che li definiva “mostriciattoli”, “sgorbi”, “deformità mostruose”.

La quarta o la quinta persona era una signora con una bambina di sette od otto anni, la quale iniziò ad emettere grida isteriche di disapprovazione, cercando di allontanare sua figlia per paura di chissà cosa.

L’allevatore la guardò, guardò la figlia, pensò una ventina di secondi a quello che stava per dire, e in dialetto Parmigiano le disse: “Scusi, Signora, perché, invece di preoccuparsi tanto dei canarini degli altri, non si preoccupa di sua figlia, che è brutta come la paura?”.

Non c’è niente da fare, il canarino Gibber Italicus o piace o fa schifo, non ci sono vie di mezzo.

Pulisco subito il campo da baggianate che non descrivono affatto la realtà, e dico che se a qualcuno il Gibber non piace, non lo guardi.

Questi Canarini non soffrono, non stanno male,  non si sentono dei minorati, non hanno disturbi particolari più di quanto non ne abbiano gli esemplari di altre razze, o altri animali allevati dall’uomo.

Addirittura, pur essendo discendenti diretti degli Arricciati del Sud, spesso hanno una maggiore inclinazione alla riproduzione.

Aspetto e caratteristiche del canarino Gibber Italicus

Un bel canarino Gibber Italicus moderno deve avere una posizione a “sette” molto evidente, con il collo orizzontale, la testa leggermente al di sotto delle spalle, le gambe lunghe e rigide, il corpo verticale, il piumaggio arricciato molto ridotto, tanto da presentare lo sterno, la parte anteriore delle cosce e a volte una linea sugli occhi deplumata, con la pelle nuda in evidenza.

La coda deve essere verticale, e la presa sul posatoio deve essere solida ma naturale.

La taglia è sui 14 – 15 cm.

Tutti i colori sono ammessi.

Purtroppo la diffusione del canarino Gibber Italicus è andata talvolta a discapito dell’Arricciato del Sud.

Mi ricordo quando ero ragazzino, negli anni ’60, ed allevavo Arricciati del Sud, con mio nonno, che alle mostre un sempre maggior numero di allevatori mi chiedeva: “Stai ancora dietro agli Olandesi?”, ed io rispondevo: “Sì, perché, c’è qualcosa che non va?”. Puntualmente arrivava la controrisposta: “Eh, noi siamo passati al Giber (sic! – pronunciato con una “b” sola)”.

Allo stesso modo in cui in campagna venivano derisi i contadini che allevavano ancora maiali neri (oggi ricercatissimi) invece di passare agli incroci di Large White!

Era evidentemente in corso una diatriba sterile ed inutile, ogni razza ha la propria dignità, ed è un peccato che oggi ai concorsi si vedano ormai solo sparuti gruppetti di Arricciato del Sud.

Purtroppo c’era in passato la tendenza da parte di alcuni allevatori bravi ma limitati a considerare una delle due razze più nobile dell’altra.

La varietà che più di tutte ne ha fatto le spese è stato il Milanbianco Gobbuto, che ritengo completamente estinto, anche se talvolta è dato di vedere alle mostre qualche esemplare bianco di Arricciato del Sud o di Gibber.

Il Gibber Italicus è un canarino che mi sento proprio di sconsigliare a chi è alle prime armi, in quanto ha alcune necessità particolari, e bisogna essere in grado di soddisfarle. Infatti sono canarini relativamente robusti, ma ad esempio, dato il loro piumaggio esile e scarso, temono il freddo, quindi, se si vive al Nord, bisogna garantir loro un ambiente riparato ed anche riscaldato.

Non hanno una particolare tendenza ad ingrassare, quindi non esigono a tutti i costi una voliera, ma vanno alloggiati nei periodi di inattività riproduttiva in gabbie di generose dimensioni, con tre – quattro femmine per alloggio, e i maschi a due alla volta, cosicché possano fare un po’ di moto, ma senza lo stress di una grande voliera.

Le gabbie devono essere alte in modo da non incombere sul capo dei canarini, e molto protettive.

Spesso si usano ancora gabbie o poste in legno.

Le mangiatoie devono essere a cassettina, possibilmente in legno che consenta una buona presa.

L’alimentazione deve essere leggera e variata, con un’aggiunta di scagliola e verdura fresca.

E’ meglio non prenderli in mano, se devono essere spostati si usino piccole gabbie e si spingano i soggetti dentro.

L’ambiente deve essere assolutamente tranquillo, luminoso e pulitissimo.

Sono canarini molto nervosi, e possono morire in capo a pochi giorni anche soltanto  per essere stati spostati in un ambiente sconosciuto, quindi attenzione quando si acquistano, o appunto quando si prendono in mano.

Se cadono in stress, divengono facilmente vittime di malesseri intestinali.

Riproduzione del canarino Gibber Italicus

La riproduzione è abbastanza semplice, anche se un allevatore esperto non trascura di tenere pronte alcune coppie di balie in caso di necessità.

Le stesse balie sono importanti anche se si desidera allevare un maggior numero di esemplari di quelli che si potrebbero ottenere dalle sole coppie di riproduttori Gibber.

Il pastoncino deve contenere una dose di proteine abbastanza normale, non servono troppe integrazioni, anche se consiglio un pastoncino sempre fresco, tenendo pronto se necessario uno sciroppo antibiotico per bambini (in caso di feci umide nel nido, o anche somministrato nei primi giorni di vita a scopo preventivo).

I canarini Gibber Italicus non sono troppo veloci ad entrare in estro, almeno alle latitudini settentrionali, e le femmine non sono grandi ovaiole, due – tre uova vanno già benissimo.

I piccoli, se ben nutriti, crescono abbastanza bene, e rivelano presto a quale razza appartengono.

Bisogna stare attenti al momento in cui i pulli abbandonano il nido, potrebbero cadere e farsi male alle lunghe zampe che possiedono, e una frattura sarebbe un evento quasi certamente fatale o comunque senza possibilità di recupero.

Ovviamente è necessaria una scrupolosa igiene, e bisogna evitare contaminazioni da parassiti di qualunque tipo.

I soliti vicini di casa, zii e cugini stiano a casa loro, come gli animali, domestici e non.

In questa razza l’accoppiamento corretto è intenso X intenso, cercando eventualmente di far sì che uno dei due soggetti sia semi intenso. Il piumaggio deve essere striminzito, quindi i pochi brinati che nascono devono essere impiegati con cautela, accoppiandoli a quei soggetti che hanno le gambe completamente spiumate e lo sterno troppo scoperto.

Anche l’accoppiamento di un soggetto giallo con uno verde o variegato è ottimo.

Gli esemplari che presentano il difetto del cosiddetto “ginocchio”, analogo a quello degli Arricciati del Sud, come quelli che hanno la tendenza ad aggrapparsi con una zampina alla gabbia lateralmente, andrebbero esclusi dalla riproduzione, così come quelli che non hanno gambe sufficientemente lunghe e rigide o collo lungo e testa piccola.

Introdurre un canarino Arricciato del Sud in un ceppo di canarino Gibber Italicus è sconsigliabile, in quanto farebbe regredire le caratteristiche ad un’epoca che oggi è superata, le arricciature del Gibber Italicus sono belle quando sono minime, come tutto il piumaggio, anche se si devono riconoscere ancora le cinque arricciature canoniche iniziali (spalline, fianchi, jabot).

I ceppi che sono in circolazione oggi, comunque, sono quasi sempre ottimi sotto ogni punto di vista, ben stabilizzati, e non danno sorprese.

Ovviamente il costo di un buon canarino Gibber Italicus non potrà mai essere troppo popolare, anche se oggi i prezzi sono scesi abbastanza rispetto al passato.

Il canarino Gibber Italicus non è per tutti, ma sicuramente sa ripagare il suo allevatore delle attenzioni che gli vengono rivolte con belle soddisfazioni.

Poi, ripeto, chi non lo ritiene bello, ha innumerevoli altre razze da poter scegliere.

Sono anche, a dispetto della loro forma esteriore, dotati di un grado di intelligenza notevole, soprattutto riguardo a razze più rustiche.

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