Di: Stefano Ferrando - Foto: Stefano Ferrando - Pubblicato il: 00/00/0000
E’ ormai noto che nei grandi centri urbani sono presenti numerose specie di rapaci o altri volatili che una volta si vedevano solamente in luoghi privi di insediamenti umani.
Oggi probabilmente questi volatili vivono nelle città attirati magari da una maggiore disponibilità di cibo, un maggior numero di rifugi o per ignoti altri motivi.
Anche le cicogne ormai si sono “urbanizzate” tanto è vero che sono riuscito a fotografarle
nel loro nido a meno di un chilometro dall’autostrada Milano-Torino.
Il luogo è perfettamente accessibile, infatti si trova nei pressi di un parcheggio di una trattoria in pieno centro abitato; la coppia di cicogne ha nidificato su un vecchio traliccio dell’alta tensione nel comune di Romentino in provincia di Novara.
E’ anche vero che questa zona del novarese è tipicamente rurale, ma la città non è poi così lontana, inoltre Milano è a 20/30 minuti di auto ed addirittura in prossimità del nido sono visibili gli aerei in lontananza che atterrano qualche chilometro più a nord all’aeroporto di Malpensa.
Pare che il nido sia stato costruito circa una decina di anni fa; ormai la vecchia linea elettrica, sostituita da una più moderna e potente, è stata completamente smantellata, ma per fortuna il traliccio “abitato” è stato salvato.
A conferma di quanto il nido sia ormai un’istituzione, è presente ai piedi del traliccio un pannello della LIPU che illustra le caratteristiche e le abitudini delle cicogne.
Un obbiettivo 200 o 300mm è indispensabile poiché il nido si trova a circa 25 metri di altezza e per poterlo fotografare da una visuale accettabile, occorre allontanarsi un pochino.
Ormai sono disponibili sul mercato delle compatte digitali con uno zoom molto spinto, quindi ognuno può scegliere che tipo di attrezzatura usare e che approccio avere nel dilettarsi nel birdwatching.
Il giorno dell’avvistamento ho portato con me la mia solita attrezzatura, precisamente una reflex digitale Canon Eos 350D con uno zoom 70/300mm con il relativo parasole ed un binocolo, normalmente utilizzato per il birdwatching, ma che quel giorno non ho avuto il tempo di utilizzare. Era una giornata ventilata, un temporale si stava formando e sul luogo ormai erano presenti varie nuvole che limitavano un pochino la luminosità.
In questa foto particolare del nido. Nella foto successiva, invece, il nido costruito sull’estremità di un vecchio traliccio della rete elettrica. Foto Stefano Ferrando