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Cardellino (Carduelis carduelis)

Di: Hobby Uccelli

Foto Cardellino (Carduelis carduelis)

Ordine: Passeriformi

Famiglia: Fringillidi

Genere: Carduelis

Specie: carduelis

Distribuzione: Europa, raggiungendo alcune regioni dell'Asia e dell'Africa nord occidentale.

Dimensioni: 13 cm circa

Habitat: Giardini, frutteti, piazze alberate, campi coltivati e selvatici.

Diffusione e abitudini : Il cardellino è originario della Svezia centrale, ma oggi è diffuso in tutta l'Europa, raggiungendo perfino Asia e Africa. In Italia è stazionario, ma non è detto che non è possibile trovare esemplari di passo che si spostano dal nord al sud della penisola con l’arrivo dell’inverno.

Il suo habitat preferito è costituito da zone alberate (giardini, frutteti, campi coltivati e selvatici) e per le sue caratteristiche può essere considerato un uccello tipicamente arboricolo che difficilmente si posa sul suolo dove si presenta goffo e maldestro nei movimenti.

In inverno predilige vivere in gruppi numerosi a cui molto spesso si uniscono anche altri passeriformi come il verdone o il verzellino e tutti insieme si spostano da un campo all’altro alla ricerca di cibo. Durante la fase riproduttiva le coppie che si iniziano a formare da febbraio, prediligono vivere isolate in un proprio territorio e solo verso la fine di settembre, quando ormai la stagione riproduttiva è terminata, insieme alla prole, si riuniscono in piccoli gruppi per trascorrere l’inverno e a cui molto spesso si uniscono anche altri passeriformi come il verdone o il verzellino.

Descrizione generale : il cardellino è un piccolo passeriforme di circa 13cm di lunghezza, presenta un piumaggio caratterizzato da colori vivaci: petto grigio chiaro, faccia rosso-scarlatto, tempie bianche e ali nere con grandi bande gialle. Non presenta dimorfismo sessuale evidente, tranne che per piccole e impercettibili differenze tra maschio e femmina che, però, risultano molto difficile da evidenziare ad un occhio poco esperto.

In Italia e in Europa esistono diverse sottospecie:

- Carduelis carduelis tschusii;

- Carduelis carduelis balcanica;

- Carduelis carduelis brevirostris;

- Carduelis carduelis britannina;

- Carduelis carduelis loudoni;

- Carduelis carduelis major;

- Carduelis carduelis niediecki;

- Carduelis carduelis parva;

mentre in cattività, nel corso degli anni, sono state selezionate dagli allevatori diverse mutazioni come la Lutino, l’Agata, l’Isabella e la Satinè.

Riproduzione : in Italia il periodo riproduttivo ha inizio verso la fine d'Aprile inizio Maggio e termina verso la fine di Luglio, ma può variare a seconda della zona e delle condizioni climatiche tanto e vero che si può protrarre anche fino al mese di Agosto.

Per la nidificazione predilige viali alberati, orti o giardini, il nido è realizzato ad un'altezza molto elevata dal suolo (non è escluso che possa nidificare ad altezze inferiori), alla biforcazione dei rami e perfettamente mimetizzato tra le foglie.

Il nido è costruito dalla femmina e si presenta a forma di coppa, realizzato esternamente con fili d'erba secchi, muschio e radici, mentre l'interno è imbottito con piume che il cardellino ricerca avidamente durante la costruzione del nido.

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Nella foto un nido di cardellino. Foto di redazione

La deposizione ha inizio solo qualche giorno dopo l’ultimazione del nido e generalmente è costituita da 4-5 uova di colore bianco-verdastro, ricoperte da piccoli puntini di colore rossastro-violaceo.

Il periodo d'incubazione è di 12 giorni circa e alla nascita i piccoli sono nutriti da entrambi genitori con un alimentazione molto proteica costituita essenzialmente da piccoli insetti e larve per poi migrare, progressivamente, ad un’alimentazione a base di semi.

I piccoli lasciano il nido per la prima volta dopo circa due settimane, ma non sono del tutto indipendenti e per altre due settimane vengono accuditi ed alimentati dai genitori fino a quando i giovani non sono perfettamente autosufficienti nel procacciarsi il cibo.

In questa prima fase della loro vita i giovani cardellini non presentano la classica colorazione del piumaggio che acquisteranno solo qualche mese più tardi dopo aver terminato la prima muta, infatti presentano il dorso di colore marrone-grigiastro, il petto e l'addome di una colorazione più biancastra e la classica maschera facciale, di colore rosso, è praticamente assente. Il Becco è bianco-rosato con punta di color nero-marrone; zampe color carne; iride marrone scuro.

Alimentazione : il cardellino è un uccello tipicamente granivoro e pertanto la sua dieta è essenzialmente costituita da semi di erbe prative, come i semi di cicoria selvatica, di tarassaco, ecc che ricerca assiduamente durante le sue escursioni.

Il nome “cardellino” deriva da una sua particolare abitudine alimentare, infatti, esso risulta particolarmente ghiotto del seme di cardo un erba prativa molto diffusa, dal classico colore viola che cresce un pò ovunque dai campi incolti ai margini delle strade.

Durante il periodo riproduttivo e quello della muta, arricchisce la propria dieta con proteine animali nutrendosi di piccoli insetti, coleotteri, larve, ecc.

Curiosità: il Cardellino ha sempre affascinato l’uomo sia per le sue doti canore e sia per i colori caldi e sgargianti del suo piumaggio, tanto da diventare uno degli uccelli selvatici più allevati in cattività. Il frutto dell’ accoppiato tra cardellino e canarino (Serinus canarius) da origine all’incardellato un ibrido che presenta le caratteristiche migliori di entrambe le specie e soprattutto molto apprezzato per il suo canto.

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Sicuramente la bellezza del suo piumaggio e il canto dolce e melodioso, hanno ispirato moltissimi artisti i quali hanno deciso di immortalarlo nelle proprie opere. Tra queste possiamo ricordare la “Madonna del cardellino (1507) ” (foto a lato) dipinta da Raffaello (1483-1520), la “Madonna che allatta il bambino” di Leonardo da Vinci, oppure ancora la “Madonna del cardellino” di Giambattista Tiepolo (1696-1770).

Purtroppo oggi il cardellino è una specie in pericolo di estinzione e il numero dei soggetti in libertà è diminuito drasticamente rispetto al passato, pertanto l’allevamento in cattività è vietato dalle leggi italiane (come per la maggior parte degli uccelli selvatici) ed è concesso solo per quei soggetti nati in cattività da genitori a loro volta nati in cattività e che sono dotati di anellino inamovibile alla zampa. Per l’allevamento è richiesta anche un’autorizzazione dalla provincia di competenza.