Il Cardellino

Il Cardellino è probabilmente il fringillide europeo più bello, in grado di rivaleggiare per splendore con specie esotiche, è sempre stato allevato in cattività, anche se la grande diffusione del canarino lo ha spodestato, è bello per i colori, per le forme aggraziate, per il canto, è sempre stato amato e desiderato.

Origine del Cardellino

E’ un fringillide appunto europeo, e soprattutto Italiano, ma è suddiviso in una grande quantità di sottospecie, ed ha una area di distribuzione vastissima.

La sottospecie italiana è Carduelis carduelis carduelis, vive dalla Scandinavia ai Balcani, ed il suo areale comprende l’Italia.

La sottospecie Carduelis carduelis tschusii, anch’essa italiana, vive però nelle Isole e in parte dell’Italia meridionale.

Un vero allevatore dovrebbe stare molto attento a non mischiare le varie sottospecie, purtroppo spesso sono invece state mischiate per traslare dall’una all’altra una mutazione domestica.

Un altra sottospecie molto allevata è Carduelis carduelis major, di grandi dimensioni (15,5 cm.) che vive ad est dei monti Urali fino a Semipalatinsk, ed è stato a lungo importato perché il commercio di esemplari selvatici non era regolamentato.

Il Carduelis carduelis parva vive in Spagna, Isole Baleari, Isole Canarie, Nord Africa, ed è una delle sottospecie più piccole (<12 cm.), molto vivacemente colorata, rivaleggia con la nostrana tschusii. Altre sottospecie sono la Britannina, che vive in Gran Bretagna, Isole Normanne e Olanda, la balcanica, la brevirostris, la Loudoni, la Niediecki, che vanno dai Balcani all’Asia, la volgensis fino al Volga.

Sarebbe bene, appunto, tenere le sottospecie separate anche in allevamento, ma non è sempre facile distinguerle, almeno sarebbe consigliabile non incrociare quelle Europee a testa nera con quelle Asiatiche a testa grigia, e non incrociare piccole sottospecie con la major.

Oltre alle sottospecie, che sono forme locali o geograficamente separate della specie generale, e che si sono formate nel corso di decine o centinaia di migliaia di anni naturalmente, esistono delle varietà prodotte con l’allevamento domestico, e che rappresentano mutazioni riguardanti il colore o il disegno, e possono essere facilmente trasferite da una sottospecie ad un’altra.

Una specie affine al Cardellino è il Cardellino dell’HimalayaCarduelis caniceps, a sua volta suddiviso nelle sottospecie canicepsparopanisisubulata e ultima. Il Cardellino dell’Himalaya, nelle sue varie sottospecie, occupa un areale in gran parte sovrapposto a quello del Cardellino Europeo, ma evidentemente allo stato naturale non si incrocia con grande frequenza, ed è contraddistinto da un disegno meno variato e più anonimo.

L’incrocio è comunque possibile, anzi, il Cardellino Europeo è uno degli uccelli che produce più ibridi anche in natura, molti musei annoverano esemplari naturali, risalenti anche all’Ottocento, di ibridi di Cardellino, i più frequenti con il Verdone (Chloris chloris o Carduelis chloris) o il Lucherino (Carduelis spinus), ma anche con il Fanello (Acanthis o Carduelis cannabina) e con l’Organetto (Acanthis flammea).

In cattività, oltre a produrre l’ibrido più famoso, con il canarino, il cosiddetto Incardellato (in Inglese Canary Mule), il Cardellino produce di solito gli ibridi più spettacolari.

Di eccezionale bellezza gli ibridi con il Ciuffolotto comune (Pyrrhula pyrrhula), con il Cardinalino del Venezuela (Spinus cucullatus), col Lucherino Testa Nera (Spinus o Carduelis Magellanica), Negrito della Bolivia (Spinus atratus), Canarino del Mozambico (Serinus Mozambicus), Ciuffolotto messicano (Carpodacus Mexicanus), Verzellino pusillo (Serinus pusillus), per citare solo quelli che sono spettacolari anche se prodotti solo con la forma comune e non quelli, spesso ancor più incredibili, prodotti dalle mutazioni domestiche.

Varietà del Cardellino

Le varietà di Cardellino, oltre a quella comune sono:

  • Bruno: Mutazione recessiva legata al sesso (portata quindi dal cromosoma ‘X’). L’eumelanina nera viene trasformata in bruna, le zone prima nere diventano brune e quelle prima brune diventano color nocciola.
  • Agata: Mutazione recessiva legata al sesso. L’eumelanina nera si riduce leggermente, la feomelanina bruna quasi scompare. questi soggetti hanno un aspetto molto nitido e contrastato. Sono ritenuti di solito molto belli.
  • Isabella: Mutazione recessiva legata al sesso. Si presenta come un soggetto Bruno diluito, deriva (come nei Canarini, dalla sovrapposizione di Bruno e Agata.
  • Pastello: Mutazione recessiva legata al sesso. diluisce e spalma la melanina.
  • Satinè: Mutazione recessiva legata al sesso. Questa mutazione fa scomparire la feo e riduce moltissimo la eumelanina. Questi esemplari possiedono un leggerissimo disegno, ma mantengono la mascherina rossa e i marchi alari e pettorali gialli.
  • Giallo: Mutazione autosomica dominante. Non influenza la melanina, ma aggiunge lipocromo giallo dove usualmente il Cardellino è bianco, essendo dominante e non sesso-legata è sovrapponibile a qualunque altra.
  • Favato: Mutazione a dominanza incompleta (quantitativa). I Cardellini con questa mutazione si presentavano con un disegno chiaro sul collo, si è poi visto che, riaccoppiandoli, la superficie di tale disegno aumenta, e quindi tali esemplari sono di fatto dei pezzati. Insistendo si può arrivare a soggetti bianchi.
  •  Witkop: Mutazione autosomica recessiva (per evidenziarsi in pieno, il soggetto deve possedere il gene in dose doppia). Questa mutazione produce testa bianca e spallina gialla come le bande alari, e sottopiuma bianco. Non è ancora molto diffusa.
  • Opale: Mutazione autosomica recessiva, agisce come ulteriore fattore di diluizione melaninico.
  • Albino: Mutazione autosomica recessiva, produce soggetti completamente bianchi ad occhio rosso (ma con mascherina e marchi alari). Probabilmente esistente anche in natura.

Riproduzione del Cardellino

Come si fanno i giusti accoppiamenti?

La letteratura è avara di consigli, ma qualcosa si può capire. Intanto, come già detto, le sottospecie allevate in cattività sono la carduelis, la parva, la  tschusii e la major.

Una volta introdotta la mutazione in una sottospecie, bisogna accoppiare solo individui di quella sottospecie, e non fare dei fritti misti che non hanno senso.

Vista l’esperienza dei canarini, sarebbe meglio, una volta che si è costituito il ceppo, accoppiare il più possibile in purezza le varietà, in modo da poter procedere anche in modo selettivo.

Cioè, se ad esempio il nostro scopo è allevare Cardellini Agata, accoppiando Agata in purezza potremo selezionare i migliori esemplari di volta in volta, cioè procederemo a quella selezione che prende in considerazione non solo il gene mutato, ma anche un pool di geni che cooperano a produrre i migliori Agata, e che saranno diversi dal pool adatto invece, ad esempio, per un Albino.

Se poi intendiamo procedere all’allevamento di soggetti con doppia mutazione, ad esempio Witkop Isabella, selezioneremo in quella direzione, e utilizzeremo i poligeni cooperanti con la mutazione principale, ma faremo selezione nel suo complesso, quindi anche i geni che influenzano la seconda varietà entreranno nel processo selettivo, in modo indistinguibile.

Sarà bene, però, in alcuni casi, non trascurare l’ipotesi che una mutazione allevata sempre in purezza possa indebolire il ceppo, come potrebbe essere ad esempio per l’Albino. In questo caso, occorre frequentare le mostre e gli altri allevatori per imparare tutti i segreti di un allevamento non difficilissimo, ma neanche così semplicistico.

Alimentazione del Cardellino

Non bisogna pretendere da questi uccelli la domesticità dei canarini, ma non è affatto difficile allevarli. Innanzitutto la loro alimentazione va basata sui semi, il nome di questa specie indica di cosa sono ghiotti, i semi di cardo.

Esistono in commercio miscele di semi adatti già pronte e bilanciate. Io, comunque, ho sempre somministrato anche alimenti freschi.

Sono letteralmente avidi di infiorescenze di cardo selvatico, soprattutto cardo rosso o cardo dei lanaioli, senecio, tarassaco, crespigno, cicoria comune.

E’ sufficiente andare ad una altezza di 400 – 500 metri per trovarne in abbondanza, nelle radure dei boschi e nei prati. Inoltre esistono in commercio molte miscele di semi alternativi adatti ai piccoli fringillidi, e quindi anche per il Cardellino.

I Cardellini entrano in estro un po’ più tardi dei Canarini, prima di febbraio -inizi marzo sarà inutile assortire le coppie, poi le femmine inizieranno la costruzione del nido, e deporranno le uova.

I maschi spesso sono utili e collaborativi, ma non mancano quelli che disturbano la covatrice. In tali casi vanno separati, pur potendosi vedere.

L’ideale sono gabbie da cova di 120 cm. con eventuale divisorio, ma buoni risultati si hanno anche in voliera.

Le femmine amano che vi siano rami verdi (anche finti) a protezione tutto intorno al nido.

Prima delle cove, le coppie vanno assuefatte ad alimentarsi in modo più adatto ai piccoli, con pastoncini ad elevato contenuto proteico.

Io non ho mai visto nei Cardellini un particolare istinto insettivoro, quindi non sono ansioso di infilare nei pastoni dei bacherozzi malsani ed antigienici, ma probabilmente i Cardellini selvatici trovano nei capolini floreali dei piccoli insetti che integrano la dieta dei loro piccoli, e quindi è necessario integrare anche i pastoncini.

Il sistema col quale mi sono trovato meglio è anche quello che comporta però un lavoro continuo dell’allevatore.

Io facevo un pastoncino fatto in casa con uovo sodo, farina gialla e un po’ di savoiardi tritati, il tutto passato al robot da cucina a bassa velocità.

Al momento della somministrazione aggiungevo un po’ di semi in germinazione di lattuga bianca ed una punta di cucchiaino di omogeneizzato di pollo per bambini piccoli.

Rimescolavo per ottenere un impasto ben amalgamato e per sottrarre umidità all’omogeneizzato. Poi somministravo, in piccola quantità, e dopo due-tre ore al massimo toglievo, buttavo e cambiavo.

Ecco il perché del lavoro.

Se si nota il nido umido, una goccia di antibiotico per bambini in sciroppo, magari diluito al 30%, direttamente nel becco dei pulli con un contagocce, spesso fa miracoli.

Durante la muta, è necessario somministrare ai Cardellini molto cibo fresco (cardo) e semi di paprika o fettine di peperone rosso, perchè, al pari dei Canarini a Fattore rosso, hanno bisogno di incorporare alimenti coloranti per esprimere al massimo la loro mascherina rossa. Esistono in commercio anche dei coloranti proprio per gli uccelli a fattore rosso.

I maschi si distinguono dalle femmine dopo la prima muta per l’estensione della mascherina, minore nelle femmine, e, se melaninici, per la tinta più scura delle spalline nei maschi, oltre che per un aspetto più nitido del disegno dei maschi stessi.

Grit osso di seppia a disposizione tutto l’anno. Non hanno bisogno di riscaldamento invernale.

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