Il Gran Bosco della Mesola

Con i suoi 1058 ettari di estensione, il “Gran Bosco della Mesola” conosciuto anche come il “Boscone della Mesola”, rappresenta l’area boschiva più estesa della provincia di Ferrara e soprattutto quella più importante dal punto di vista naturalistico.

Viale d'ingresso del Bosco della Mesola
Viale d’ingresso del Bosco della Mesola. – Foto Hobby Uccelli

Istituito nel 1977 è oggi una riserva nazionale dello stato per via delle numerose e pregiate specie animali e vegetali che vi vivono, come un branco di circa 100 esemplari di cervi autoctoni, conosciuti come i cervi della Mesola, che costituiscono l’ultimo nucleo vivente degli antichi cervi della Pianura Padana che sono stati salvata dall’estinzione grazie ad un ambizioso progetto a cura del Corpo Forestale dello Stato.

Il progetto di recupero, che ebbe inizio nel 1994, ha dato vita ad un piano di tutela del cervo attraverso il miglioramento del loro habitat naturale, un nuovo assetto idraulico ed un’alimentazione di sostegno nei periodi più critici come quello invernale.

Situato nel cuore del Parco Regionale del Delta del Po e più precisamente nei comuni di Mesola, Goro e Codigoro, il bosco della Mesola è facilmente raggiungibile percorrendo la strada stradale 309 Romea che collega Ravenna con Mestre.

L’ingresso al bosco è gratuito e libero, aperto tutto l’anno, ad eccezione dei periodi festivi come il santo Natale, capodanno e pasqua, è possibile visitarlo sia a piedi che in bicicletta seguendo i sentieri attrezzati oppure addentrandosi all’interno dell’area boschiva alla ricerca di incontri ravvicinati con la fauna del luogo.

Il Boscone sorge in un territorio di recente formazione geologica che risale solo al secolo XVI come è appunto dimostrato dalle antiche carte geografiche, e costituito essenzialmente da leggere dune di sabbia che testimoniano l’avanzamento del delta del Po in questi territori.

La presenza di un materiale molto permeabile come la sabbia che caratterizza il sottosuolo del bosco e la quota poco profonda (con riferimento al piano di campagna) della falda acquifera, favoriscono nei periodi di maggiore precipitazione la formazione di zone umide, soprattutto nei terreni più depressi, che vanno a costituire un richiamo fortissimo per tutte le specie di uccelli acquatici che vivono nella zona.

Una vista delle zona umida del Gran Bosco della Mesola in cui è possibile avvistare diverse specie di uccelli acquatici. - Foto Hobby Uccelli
Una vista delle zona umida del Gran Bosco della Mesola in cui è possibile avvistare diverse specie di uccelli acquatici. – Foto Hobby Uccelli

La flora che caratterizza il Bosco della Mesola è quella caratteristica della macchia mediterranea costituita essenzialmente da piante sempre verdi e dalla presenza di antichi alberi querce di leccio e pioppo che raggiungono, in taluni casi, dimensioni notevoli.

Sulle dune è possibile incontrare l’orniello, il ginepro ed altre specie del sottobosco come il pungitopo e l’asparago selvatico. Nelle zone più depresse e fresche si trovano tutte quelle specie vegetali che amano l’umidità come ad esempio la farnia, il frassino meridionale, il pioppo bianco, l’olmo, giunchi e canne.

Una flora così ricca e varia, unita ad un terreno ricco di acqua costituisce l’habitat ideale per molte specie di animali e nello specifico di uccelli.

Come già detto, oltre ai cervi, nel bosco della Mesola è possibile incontrare il Daino, introdotto in tempi passati per scopi venatori, la volpe, il tasso, la puzzola, testuggine comune e palustre, la vipera comune, ecc

Per quanto riguarda gli uccelli, il Boscone della Mesola è noto tra gli ornitologi e gli appassionati di birdwatching, soprattutto perché ospita l’unica popolazione di Allocco (Strix aluc) del delta del Po che tra gli antichi tronchi degli alberi trovano le cavità naturali che utilizzano per la costruzione del nido.

Oltre all’allocco, diverse sono le specie di uccelli rapaci, sia notturni che diurni, che vivono all’interno del bosco ed in particolare è lecito citare il Falco di Palude (Circus aeruginosus), la Poiana (Buteo buteo), la Civetta (Athene noctua) e il Barbagianni (Tyto alba).

Nelle zone palustri presenti all’interno del bosco, è possibile osservare alcune specie di uccelli acquatici come la Garzetta (Egretta garzetta), anche se queste specie di uccelli è più facile osservarle nelle numerose oasi e riserve che sorgono nei territori umidi circostanti.

Sulle chiome degli alberi, invece, trovano rifugio il Rigogolo (Oriolus oriolus), il Colombaccio (Columba palumbus), la Tortore (Streptopelia turtur), varie specie di Picchio, l’Upupa (Upupa epops) e un vasto numero di piccoli passeriformi, mentre lungo le dune e gli argini di sabbia il Gruccione (Merops apiaster) scava il suo profondo nido.

Per quanto riguarda invece le specie non nidificanti nei periodi di passo sono stati osservati il Falco Pecchiaiolo (Pernis apivorus) e l’Aquila Anatraia minore (Aquila pomarina).

Non solo natura

A pochi chilometri dal Boscone della Mesola è possibile visitare la cittadina di Mesola, da cui il bosco trae il suo nome, dove alla fine del XVI secolo Alfonso II d’Este costruì una residenza fuori città, nota con il nome di “Castello della Mesola”, che si affaccia sul corso del fiume Po, quasi a volere osservare lo scorrere del fiume verso il mare.

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