Pappagallo Ondulato

Uno degli uccelli da gabbia più diffusi è il cosiddetto Pappagallino Ondulato, anche detto Melopsittaco o banalmente cocorito o cocorita.

Origine del pappagallo ondulato

Il nome scientifico è Melopsittacus undulatus, la famiglia alla quale appartiene è Psittacidae, sottofamiglia Psittacinae, tribù Platycercinio pappagalli a coda larga.

A prescindere dalle dimensioni, quindi, la Cocorita comune è un vero pappagallo, appartenente ad una tribù anche detta dei parrocchetti.

I profani tendono spesso a disprezzare questi uccelli, dato il loro valore venale spesso esiguo rispetto a specie di maggior taglia, ma li sorregge solo l’ignoranza delle reali caratteristiche di questi simpaticissimi uccelli. Le Cocorite, infatti, sono addomesticabilissime, possono parlare, comunicano volentieri con gli esseri umani, e possono essere facilmente allevate, riprodotte e maneggiate.

Sono pappagalli di origine Australiana, vivono in fitti stormi in località semidesertiche (il cosiddetto bush), sono uccelli gregari, anche se non sociali in senso stretto, e dipendono dalle fonti idriche, per le quali compiono traversate anche di parecchi chilometri. Si cibano di piccoli semi, ma anche di verdura e frutta, ma anche talvolta di alimenti di origine animale, seppur raramente. Sono in pratica dei granivori opportunisti, ma, in presenza di continui approvvigionamenti di semi, possono snobbare il resto del cibo. Questo è il motivo per cui, in cattività, avendo sempre a disposizione dei semi, spesso rifiutano qualsiasi alternativa, eccettuata a volte qualche foglia di insalata. Se invece vengono abituati fin da giovani, accettano ed apprezzano un’aggiunta di mela, banana, foglie di tarassaco, pastoncino secco e morbido, con e senza uovo. Ma anche spaghetti, torte, uova al tegame, zucchini fritti, o qualsiasi cosa stuzzichi la loro curiosità. Se glielo si consente, accettano anche spighe immature di cereali, o spighe di miglio e panico.

Importati in Europa fin dal XIX Secolo, si sono perfettamente adattati al nostro clima, tanto da essere tranquillamente in grado di svernare all’aperto se alloggiati in grandi voliere.

Per chi fosse abituato ai Canarini, la Cocorita si presenta come un essere completamente diverso. I profani tendono a definire questi uccelletti stupidi e fastidiosi. In realtà, il loro cicaleccio, pur non potendo essere definito melodioso, non raggiunge mai vette di fastidio, essendo un sottomesso pigolio continuo durante la giornata. Sulla loro stupidità, invece, c’è abbondantemente da ricredersi, essendo uno dei volatili più intelligenti che sia dato di avere a disposizione per pochi Euro.

Aspetto e caratteristiche dei pappagallini ondulati

Sono uccelli robustissimi, resistenti a quasi tutto, ma spesso sopravvivono anziché vivere, dato che per loro la qualità dell’ambiente è altrettanto importante della qualità del cibo.

A causa della loro non comune intelligenza, sono estremamente curiosi, ed hanno bisogno di sentirsi a loro agio.

La loro vita, allo stato selvatico, è condizionata molto più dalle risorse alimentari e idriche che non dalle temperature ambientali.

Vivono in stormi molto numerosi, ed hanno un comportamento se non proprio sociale, almeno parecchio interdipendente.

L’unità base del loro raggruppamento sociale è la coppia, sono uccelli monogami, le coppie durano molto a lungo, potenzialmente per tutta la vita, con qualche eccezione. Se allevati in colonia in ampie voliere, infatti, non sono rarissime le scappatelle extraconiugali, soprattutto da parte dei maschi, o almeno i tentativi di scappatella.

Esiste un dimorfismo sessuale molto evidente, il maschio possiede la cosiddetta cera, cioè quella protuberanza sopra al becco in cui sono site le narici, di colore blu, mentre la femmina marrone o rosa.

Anche la forma della testa è diversa, anche se non è facile spiegarlo, lo sguardo, l’atteggiamento, tutto fa sì che una persona che li alleva da tempo veda a colpo d’occhio se si tratta di un maschio o di una femmina. Inoltre, quando li si prende in mano, il maschio accenna deboli colpi di becco che non farebbero male a nessuno, mentre la femmina pianta di quelle beccate micidiali, spesso da far sanguinare un dito al malcapitato. Quindi è buona norma tenere sempre ferma la testa dell’esemplare con due dita, quando è femmina o si è incerti del sesso, come nei giovani, se non si vuole finire al Pronto Soccorso a farsi medicare.

Il colore della cera definitivo appare con la maturità sessuale, non prima, ma quando il colore diventa definitivo si vede anche chiaramente la differenza di comportamento tra i maschi e le femmine. La femmina di cocorita ha un atteggiamento apparentemente più passivo, mentre il maschio ha un fare più spavaldo, inoltre è sempre il maschio ad intavolare conversazione con le femmine.

Se la femmina è fatta oggetto di corteggiamento da parte del maschio, e non prende l’iniziativa direttamente, ha però un modo tutto suo di farsi notare, lanciando furtive occhiate al maschio, senza nulla da invidiare alle signorine umane.

Il corteggiamento non ha immediatamente finalità riproduttive, il primo passo nella specie è senz’altro il matrimonio, o almeno la formazione di una coppia stabile nel tempo. L’accoppiamento vero e proprio è a sola discrezione della femmina, che si concede al maschio solo quando a suo parere ciò che la circonda è di sua piena soddisfazione.

La riproduzione del pappagallino ondulato

Non è facile né difficile far riprodurre le cocorite.

Ci vuole una gabbia abbastanza capiente, ma non è la cosa fondamentale.

E’ importante che la gabbia sia in ferro e non in legno, perché i becchi di questi pappagalli la ridurrebbero in poco tempo in segatura.

La seconda cosa che indica alla femmina che tutto va bene è l’acqua a disposizione. Ogni femmina ha le sue misure, ma diciamo che l’acqua deve sempre esserci, meglio se abbondante.

La terza cosa è il nido. Ci vuole un nido di legno con una apertura sul davanti, la femmina lo ispezionerà a lungo, rosicchierà qualcosa qua e là, poi finalmente darà la sua approvazione. Nessun materiale di riempimento è usato da questa specie, solo il nudo legno. Al massimo un leggerissimo velo di segatura.

Ma la cosa fondamentale è che le coppie siano almeno due.

Alla presenza di una sola coppia è quasi scontato l’insuccesso riproduttivo, anche se l’eccezione può sempre esserci come in tutte le cose.

Una delle possibilità, in caso si voglia tentare la riproduzione di una coppia, è quella di mettere uno specchio in prossimità della loro gabbia, in modo che possano vedere la loro immagine riflessa, ed eventualmente registrare il loro canto, ad esempio su un PC, o farsi un CD audio da far loro ascoltare. Non è detto che funzioni, ma non è nemmeno obbligatorio che non funzioni. Se invece si possono mettere due gabbie vicine, con una coppia per gabbia, il successo riproduttivo è quasi immediato. Un’altra possibilità potrebbe essere quella di mettere vicino alla coppia di Ondulati una coppia di Parrocchetti di Bourke, o Calopsytte, o altri Psittacidi che chiacchierano volentieri, a volte può funzionare, anche se non sempre.

Se la coppia è sistemata nel modo giusto, alla costante corte del maschio, la femmina risponderà con un certo interesse, e, se il nido è di suo gusto, con una coppia vicina l’accoppiamento si verificherà certamente, ed a questo farà seguito la deposizione di alcune (da tre a sei) uova, sul nudo legno del fondo del nido.

La sola femmina si occuperà della deposizione, cova e cura dei piccoli, anche se assistita dal maschio. Il nido non viene mai foderato, le uova vengono deposte sul nudo legno e quivi covate.

E’ opportuno controllarle, dal momento che possono sporcarsi facilmente, e andrebbero pulite con estrema attenzione usando un pennellino e acqua, con cautela ed attenzione. Suggerisco di mettere sul fondo del nido un po’ di segatura fine, se non provvede la femmina.

Alimentazione dei pappagallini ondulati

Alla nascita dei pulli, la femmina provvede al loro nutrimento col suo “latte di pappagallo”, aiutata dal maschio, infatti i pappagalli producono una secrezione dal loro stomaco che equivale al latte dei mammiferi, e, soprattutto all’inizio, i piccoli non ricevono alimenti parzialmente predigeriti come avviene per  tutti gli altri uccelli ad esclusione dei Columbiformi, anch’essi produttori di “latte”. Il maschio provvede invece all’alimentazione della compagna con semi rammolliti che tiene nel gozzo.

Quando i pulli crescono, ricevono sempre più alimenti predigeriti e sempre meno latte, fino allo svezzamento, al quale collaborano entrambi i genitori dopo l’involo dei pulli. E’ evidente che non ha senso parlare di coppia fissa o coppia mobile, gli Ondulati allevano i loro piccoli in due, anche se una sola femmina può portare a termine la covata, almeno teoricamente. A me è capitato che, a causa della morte di un maschio, la femmina portasse a termine l’incombenza, ma in evidente affanno e stato di incertezza. Il contrario invece non è possibile, almeno fino a che i piccoli sono già in grado di affacciarsi dal nido o uscire e reclamare il cibo al padre.

Le Cocorite non hanno stagioni riproduttive legate alla luce o alla temperatura, dato che, istintivamente, tendono a riprodursi in presenza di acqua e cibo, quindi subiscono più l’influenza di stagioni delle piogge tipicamente tropicali o sub tropicali, che non l’alternanza climatica tipica delle fasce temperate.

Perciò tendono facilmente a riprodursi anche durante l’inverno. Allo stesso modo, questi uccelli non hanno una vera e propria “muta”, ma cambiano le piume e le penne in modo ciclico continuo.

Per questi motivi, sarà necessario togliere il nido nella fascia Agosto – Marzo, in modo da dare ai riproduttori un giusto riposo, tenendo però le coppie unite, oppure tutti insieme in grandi o medie voliere, correndo però il rischio che qualche coppia si possa scombinare e ricombinare, soprattutto a causa dei pulli nel frattempo cresciuti. Io ho sempre risolto la cosa tenendo coppie affiatate in un aviario e pulli in un altro.

Non è impossibile assistere alla formazione di qualche coppia “omosessuale”, soprattutto tra maschi, anche se più che vere e proprie coppie sono unioni temporanee, che avvengono soprattutto se vi è una forte preponderanza di soggetti di un sesso rispetto a soggetti dell’altro.

Non è frequente vederle, ma nemmeno estremamente raro (ovviamente parlo di soggetti di sesso certo e non di novelli con le cere ancora di colore indefinito e quindi di difficile determinazione).

E’ abbastanza evidente, comunque, che la “coppia” è un fattore stabilizzante per la psiche dei soggetti, tanto che è quasi impossibile vedere dei solitari, se non in casi di malattia o debolezza evidente, ad esempio per vecchiaia. Gli esemplari “single” tendono continuamente ad unirsi con qualcuno in modo stabile almeno temporaneamente.

Allo stesso modo in cui alcune coppie tendono a separarsi se immesse in aviario, ve ne sono altre assolutamente indissolubili, questi pappagalletti hanno una personalità estremamente spiccata, a dispetto della loro mole minuta, gli esseri umani hanno a volte la tendenza a considerarli stupidi ed inutili, ma chi li conosce, spesso, la pensa proprio in maniera opposta, sono esseri straordinari.

Le diverse razze di pappagalli ondulati

Gli Ondulati si distinguono in due razze: Ondulati Taglia o Razza Inglese, contraddistinti da una taglia maggiore, di circa 23 – 25 cm., e Ondulati di Colore, più piccoli (18 cm.).

I colori sono gli stessi per tutte e due le razze, in realtà la vera differenza è nella taglia e nel portamento, ma, mentre nel caso degli Inglesi il colore, pur essendo ovviamente ben visibile, non è la caratteristica di spicco, e non viene valutato in sé, ma fa comunque categoria, nell’Ondulato di Colore esso deve invece essere quanto più vicino a ciò che viene richiesto dallo standard.

Non giova in nessun caso l’incrocio tra le due razze, se si esclude la possibilità di introdurre di quando in quando del sangue Inglese in ceppi di colore per mantenere la taglia, pratica comunque inutile se l’allevamento è fatto con cura (inoltre l’introduzione di sangue Inglese fa crescere la taglia, ma peggiora i marchi ed i segni del sottogola, fondamentali in un soggetto di Colore).

Alimentazione dei pappagalli ondulati

L’alimentazione degli Ondulati teoricamente può comprendere anche solo semi secchi, anche per la riproduzione, dato il “latte” da essi prodotto, ma è comunque meglio somministrare anche frutta fresca e verdura, provando un po’ di tutto e dando quello che viene appetito, durante l’inverno sono molto graditi ed utili anche i semi di girasole frantumati.

Vi è chi ritiene che abbiano anche bisogno di un apporto proteico, io ho sempre somministrato loro, specialmente durante l’allevamento dei piccoli, qualche biscotto all’uovo e pastoncino per pappagallini, con evidente soddisfazione dei miei soggetti. sempre grit e osso di seppia a disposizione.

Attenzione all’ingrassamento, i pappagallini possono diventare vere botticelle di grasso, perciò è meglio almeno per parte dell’anno ricoverarli in voliera.

E’ da evitare, invece, la diffusa pratica della riproduzione in voliera, che non consente di assortire le coppie in modo serio e logico, ma lascia al caso ed al capriccio degli uccelli la selezione. Non hanno bisogno di riscaldamento invernale, ma è meglio offrire comunque dei ripari dal vento e dalla pioggia.

L’ideale sono voliere ben protette o stanze non riscaldate.

Fine prima parte.

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