Parrocchetto testa di prugna

Il Parrocchetto testa di prugna è tra i pappagalli più noti grazie alla particolarità del cappuccio, appartiene al generePsittacula – Psittacula cyanocephala, proveniente dall’Asia.

Il parrocchetto testa di prugna appartiene al genere Psittacula – Psittacula cyanocephala – proveniente dall’Asia, esattamente dalle zone dell’India, Pakistan, Nepal e Sri Lanka, dove vivono tra boschi e foreste.

Formano gruppi familiari che si spostano nelle varie zone dove trovano semi, frutta, anche fichi, bacche, cereali e qualche insetto per cibarsi.

In natura nidificano, nel periodo primaverile, a seconda delle varie regioni, in grossi tronchi d’albero scavati dai picchi.

Sono apparsi in Europa dopo la metà del diciannovesimo secolo.

Sono uccelli longevi, infatti l’aspetativa di vita è mediamente di circa 25 anni.

Caratteristiche generali del parrocchetto testa di prugna

A sinistra un parrocchetto testa di prugna maschio, a destra la femmina. Foto: Ivana Coniglione
A sinistra un parrocchetto testa di prugna maschio, a destra la femmina. Foto: Ivana Coniglione

Come per gli altri pappagalli asiatici del genere psittacula, la loro caratteristica è il collare di color nero che divide il corpo dalla testa coloratissima.

Al contrario di altre specie di pappagalli, hanno il corpo affusolato e lunghe timoniere centrali che li rende molto veloci nel volo.

Sono lunghi  circa 33/35 cm. e la loro coda influisce per più della metà della lunghezza totale.

Il maschio è caratterizzato da una imponente testa rotonda color fuxia con una banda nera intorno alla nuca, il becco ocra con il sottobecco nero; subito sotto il collare, c’è una banda di color verde mela chiaro, il petto è verde giallastro  e il dorso è verde inteso, sulle ali, nella parte alta, ci sono due macchie laterali rosso bruno, il verde sfocia nel turchese scuro del  groppone e  nelle remiganti scure, le timoniere esterne sono gialle e la coda, lunghissima, è blu petrolio con gli ultimi centimetri color bianco panna.

Gli occhi sono  scuri con iride bianca e le  zampe sono grigio rosate.

La femmina è leggermente più piccola e si differenzia notevolmente dal maschio specie nel colore della testa che presenta toni grigio-viola e una banda gialla attorno al collo al posto del collare nero maschile.

Il groppone è turchese  un pò più  chiaro.

Nei giovani è impossibile distinguerne il sesso, sono pressocchè uguali:  testa e dorso verde con coda ancora corta color petrolio, dopo la prima muta la testa diviene più grigia,  mettono il collare giallo e sembrano molto somiglianti all’esemplare femminile.

Solo verso i 2 anni e mezzo di età i giovani iniziano ad acquisire i colori che caratterizzano i due sessi, comincinciando con la mutazione del colore della testa e con l’apparire  delle macchie rosso- scuro sulle ali.

Sono sessualmente maturi verso il terzo anno di età.

A sinistra un un giovane parrocchetto testa di prugna di circa 50 giorni, a destra un pullus di circa 30 giorni ancora non svezzato. Foto: Ivana Coniglione
A sinistra un un giovane parrocchetto testa di prugna di circa 50 giorni, a destra un pullus di circa 30 giorni ancora non svezzato. Foto: Ivana Coniglione

Mutazioni del parrocchetto testa di prugna

Notevoli le mutazioni:

  • parrocchetto testa di prugna lutino;
  • parrocchetto testa di prugna grigio-verde;
  • parrocchetto testa di prugna cinnamon;
  • parrocchetto testa di prugna diluito;
  • parrocchetto testa di prugna opalino;

Il parrocchetto testa di prugna roseata, invece, è una specie di taglia un po’ più piccola che si differenzia nel maschio con la testa rosata e nella femmina con la testa bianca; anche qui con le relative mutazioni.

Questa specie è molto rara in cattività.

Allevamento del parrocchetto di prugna

L’allevamento dei parrocchetti testa di prugna non richiede particolari cure ed attenzioni, sono pappagallini piuttosto robusti, ma essendo degli ottimi volatori necessitano di una voliera piuttosto grande.

Nelle regioni con clima più mite e temperato possono anche svernare all’aperto purchè trasferiti in maniera graduale nel periodo primaverile, ma non sopportano temperature al di sotto dei 5°  (sono particolarmente sensibili alle zampe che possono gelarsi).

Non sono particolarmente distruttivi, basta fornire loro dei rami di alberi non tossici, come  del salice  e non rovineranno il legno dei posatoi o altri “arredi”.

I parrocchetti testa di prugna amano moltissimo farsi il bagno, anche una bella doccia con lo spruzzino li rende euforici, spalancano le ali, aprono la coda  per impregnarsi bene di acqua.

Una curiosità: io li alloggio in una veranda a vetri, quando piove  sentono lo scroscio  attraverso la tettoia che è in poliuretano e il rumore della pioggia li fa comportare come se stessero sotto l’acqua… sono divertentissimi!

Carattere del parrocchetto testa di prugna

Femmina di parrocchetto testa di prugna in volo. Foto: Ivana Coniglione
Femmina di parrocchetto testa di prugna in volo. Foto: Ivana Coniglione

E’ una specie molto tranquilla, poco rumorosa tranne nei periodi della riproduzione dove emettono dei richiami  brevi che, sebbene acuti, non hanno un timbro sgradevole, anzi piuttosto modulati.

I miei parrocchetti al mio arrivo si prodigano in simpatici gorgheggi.

Generalmente è la femmina ad essere più dominante, il legame affettivo della coppia, a differenza di altre specie, non è continuo, ma si limita solo al periodo riproduttivo.

Per contro possono essere addomesticati ed il rapporto con l’uomo è molto gratificante, anche gli adulti sono molto docili, si affezionano e possono anche dialogare con noi  diventando degli ottimi parlatori.

Alimentazione del parrocchetto testa di prugna

I parrocchetti testa di prugna non hanno particolari esigenze in tema di alimentazione, oltre ad un buon misto semi.

Io fornisco lo stesso misto di semi che uso per gli agapornis: avena, canapa, grano saraceno, miglio, scagliola, cardo e girasole (in piccole dosi e solo nel periodo della riproduzione in caso di molto freddo).

La dieta può essere variata con bacche, frutta secca, cereali, legumi cotti e un pò di mais, ma ancor più importante è fornire abbondante frutta e verdura di ogni tipo, semi germinati e nei periodi riproduttivi un buon pastoncino che  servirà come primo alimento, assieme alla spiga di panico, per lo svezzamento dei pulli.

Io preparo anche delle zuppe  cuocendo dei legumi come lenticchie, fagioli azuki insieme a  cereali quali farro, orzo, grano saraceno.

I miei parrocchetti ne vanno pazzi e svuotano le ciotole in brevissimo tempo.

Non può mancare l’osso di seppia e un blocchetto di sali minerali.

Riproduzione in cattività del parrocchetto testa di prugna

Anche in cattività si riproducono solo una volta l’anno, generalmente in primavera, verso aprile-maggio, ma se le condizioni climatiche ed ambientali sono idonee  possono anche farlo nel periodo invernale.

Come già detto, durante altri periodi i riproduttori si ignorano reciprocamente, ma in prossimità dell’accoppiamento si assiste ad una vera e propria “passerella” che il maschio recita muovendosi da un posatoio all’altro, facendo inchini e riverenze con la coda alzata e facendo roteare gli occhi con le pupille dilatate.

Il nido deve essere abbastanza profondo circa 35 cm, con lati di cm. 20 x 20.

La femmina depone 4/6 uova che cova per circa 25 giorni, spesso comincia a covarle dalla deposizione del secondo uovo e alleva i piccoli per 60 giorni;  i pulli raggiungono la vera autosufficienza verso i 4 mesi.

I pulli nascono completamente nudi e vengono anellati dal 12° al 15° giorno con anello del diametro di 5 mm.

Personalmente però preferisco  adoperare  il diametro 6 mm. 

A sinistra un un pullus, ancora senza piume, di parrocchetto testa di prugna di circa 20 giorni, a destra invece un immagine interna del nido adoperato per la riproduzione con due giovani di circa 30 giorni e la madre. Foto: Ivana Coniglione
A sinistra un un pullus, ancora senza piume, di parrocchetto testa di prugna di circa 20 giorni, a destra invece un immagine interna del nido adoperato per la riproduzione con due giovani di circa 30 giorni e la madre. Foto: Ivana Coniglione

Alla fine della riproduzione che spesso coincide con il periodo della muta, questi bellissimi parrocchetti diventano veramente bruttini, perdono le penne anche in testa, la lunghissima coda si dimezza, sembrando quasi malati, ma in breve tempo ritornano al loro originale splendore.

Il parrocchetto testa di prugna è soggetto a certificazione CITES  essendo inserito nell’allegato B appendice II, quindi obbligatoria la denuncia di nascita e il documento di cessione; anche se pare non più indispensabile l’anellamento, consiglio di mettere l’anello, specialmente  se si usa il sessaggio molecolare, in quanto i novelli fino ai 2 anni non sono sessualmente distinguibili.

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