Canarino Arricciato Gigante Italiano

L’Arricciato Gigante Italiano, ha origini molto recenti, i suoi cultori ne affermano la totale differenza dall’Arricciato di Parigi, e, dal punto di vista tecnico, non posso non essere d’accordo con loro.

Il canarino cui è dedicata questa scheda è di origine molto recente, in quanto il suo riconoscimento ufficiale è del 2001.

A prima vista, soprattutto per un profano, balza agli occhi la sua parentela con l’Arricciato di Parigi, dal quale deriva (mia moglie lo definisce “piumino da cipria  molto piumoso “), anche se i suoi cultori ne affermano la sostanziale differenza, e, dal punto di vista tecnico, non posso non essere d’accordo con loro.

Intanto, quali sono le differenze, visto che le similitudini balzano abbastanza all’occhio?

Bisogna fare una premessa, cioè, da quanto affermato dai suoi creatori, cosa evidentemente realistica, il canarino A.G.I. deriva dal Parigino ma non ne è un discendente diretto, cioè, a differenza ad esempio del canarino Gibber Italicus, il quale deriva, tramite selezione spinta, dall’Arricciato del Sud, l’A.G.I. è frutto di incroci tra il Parigino e canarini di razza gigante Inglese, come NorwichLancashire (evidentemente del tipo moderno) e Yorkshire.

Gli allevatori italiani, con possibile imbarazzo dei cugini transalpini, hanno sempre riscosso grandi consensi nell’allevamento dei canarini Arricciati di Parigi, addirittura facendone il capostipite di parecchie razze Italiane, alcune delle quali estinte o riassorbite nell’alveo principale della razza, ed avendo un grosso successo anche all’estero.

Alcuni allevatori esteri, addirittura Francesi, vennero in passato in Italia ad acquistare soggetti di pregio dell’Arricciato di Parigi.

Il primato Italiano non durò però troppo a lungo. Infatti, a metà degli anni ’80, all’esposizione Internazionale di Reggio Emilia, un giudice francese, Mr. Edouard, squalificò alcuni esemplari di Arricciato di Parigi esposti a quella mostra.

La motivazione era la non rispondenza di quegli esemplari con lo Standard di questa razza, risalente al 1920.

Cosa era successo? Secondo gli stessi creatori dell’A.G.I. erano intervenuti soprattutto due fattori esterni, cioè la partenza di buoni soggetti venduti all’estero per somme interessanti e l’epidemia di acariasi respiratoria causa di una decimazione dei rimanenti.

A causa di questi due eventi fu immesso sangue di canarini di buona taglia Inglesi (Norwich, e Lancashire ricostruiti, o forse York), per cercare di rinsanguare i ceppi ed ottenere una progenie più robusta.

Questo fatto, ovviamente, portò nel patrimonio genetico del nuovo gruppo di canarini, una variazione che evidentemente, pur sottoposta a selezione, doveva lasciare tracce evidenti anche nel fenotipo.

Soprattutto le spalline e la testa di questi esemplari, erano ormai differenti dal vecchio modello.

Probabilmente il gusto di quegli allevatori doveva comunque trovare appaganti queste differenze, e per questi motivi si giunse al fatto precedentemente citato, della squalifica sul campo di soggetti ritenuti di alto livello, e rifiutati da chi invece continuava a perseguire un modello ideale di altro tipo.

A quell’episodio seguirono come si può intuire dibattiti e discussioni tra i francesi, a ragione detentori del primato dovuto ai creatori, e gli italiani, attaccati ad un modello  di canarino differente, ma che aveva tutte le carte in regola per essere a sua volta apprezzato ammirato ed allevato.

E’ chiaro che in casi come questo ognuno ha ragione, e la cosa più giusta è fare ciò che è stato fatto, cioè stabilire nuove norme, stilare un nuovo standard e dividere le due razze.

Ovviamente, sulla carta è tutto facile, in pratica il Club degli allevatori di questo nuovo canarino è ricorso al giudizio di un’autorità conclamata, un serio studioso noto a tutti in questo campo, che ha constatato la effettiva sostanziale differenza fra le due popolazioni di Arricciato di Parigi, quella Francese e quella Italiana.

Dopo alcuni inconvenienti di percorso (soprattutto diatribe, ma non solo), finalmente, nel 2001, al Campionato Mondiale ad Oporto la Commissione Ornitologica Mondiale riconobbe ufficialmente la nuova razza Italiana, con il nome di Arricciato Gigante Italiano.

Differenze e similitudini fra il canarino Arricciato di Parigi e il canarino Arricciato Gigante Italiano

Le differenze tra le due razze riguardano la conformazione fisica del canarino, lo sviluppo e la disposizione delle arricciature, mentre le similitudini sono soprattutto l’appartenenza alle razze arricciate pesanti, con tutto ciò che riguarda taglia, sviluppo della piuma, unghie a cavatappi ed il colore, essendo anche in questo caso ammessi tutti i colori, ed essendo questi suddivisi in intensi, brinati e pagliati.

Ciò che in origine, nel comune antenato Arricciato del Nord, erano spalline e jabot, nel parigino hanno assunto uno sviluppo ridondante e assai vaporoso, ma la direzione di irraggiamento delle piume rimane quella di origine.

Nel canarino arricciato gigante italiano, invece, questi attributi si irraggiano “a rosa”, o dipartono da un centro teoricamente puntiforme, anziché da una linea centrale.

L’effetto è abbastanza impressionante, e produce, insieme con le arricciature della testa, un’ immagine generale che rende questo canarino a prima vista diverso dal parente francese.

Aspetto e caratteristiche del canarino Arricciato Gigante Italiano

La testa, di forma più pesante e voluminosa, per l’immissione evidentemente di sangue Norwich, possiede pure arricciature molto peculiari, dette “a cappuccio”, che si riuniscono con le piume del collo e producono il cosiddetto bavero. Arricciature quindi di tipo molto “tecnico”, da valutare con grande attenzione al momento di assortire le coppie di riproduttori, per le note esigenze compensative tipiche di tutte queste razze.

Sostanzialmente anche i problemi connessi con il mantenimento in buona salute di questi canarini, l’assortimento di coppie di riproduttori, l’estro, le balie , sono gli stessi dell’Arricciato di Parigi. Per maggiori informazioni leggere qui.

Ometto i nomi dei creatori di questa razza, in quanto si tratta di persone spesso tuttora in attività, e non vorrei commettere la scortesia e l’imbarazzante errore di omettere qualche nome, ancorché in buona fede.

Accenno che il riconoscimento Internazionale di questa razza non è stato esente da polemiche e mi capita anche oggi di leggere qua e là tesi e controtesi.

Sostanzialmente vi è chi apprezza questa creazione recente della canaricoltura nazionale, ma anche chi sostiene che essa mostri una parentela troppo stretta con il canarino francese.

Io non entro nel merito, ma appartengo ad un’epoca nella quale si discuteva se il Gibber Italicus fosse una razza a sé oppure no, ed ancora se il canarino Crest avesse dignità di razza a parte o non fosse invece un Norwich ciuffato.

Siccome vengo da quell’epoca, ed in quell’epoca ho sentito dire tante cose che non stanno in cielo né in terra, provo un’istintiva simpatia per i moderni, ma non esprimo giudizi, mi limito ad accennare al fatto che questi canarini sono già problematici così come sono, e crearne una “varietà”, una “razza” o comunque una categoria diversa è un’impresa degna di merito, qualunque sia il risultato di questi sforzi.

La differenza visiva tra i Parigini e gli Arricciati giganti italiani in ogni caso è palese. Ricordo anche che i canarini Fife differiscono dai canarini Border per la taglia e che tra Arricciato del Sud, Arricciato Svizzero, ed anche, perché no, Melado, vi è una somiglianza tale per cui un profano non è in grado di distinguerli, ed anche un esperto di canarini, ma di altre razze, può trovarsi in difficoltà.

Io stesso, a prima vista ho a volte avuto dubbi.

Nel caso dell’accoppiata canarino arricciato parigino e canarino arricciato gigante italiano, anche un bambino li potrebbe distingue benissimo.

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Amadina Fasciata

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