Diamante Mandarino (Taeniopygia guttata castanotis)

Il diamante mandarino ovvero il Taeniopygia guttata castanotis è originario dell’immenso continente australiano, il suo areale di distribuzione comprende quasi tutta l’Australia e l’isola di Timor, in quest’ultima vive una deliziosa specie isolatasi dal resto delle altre denominata Taeniopygia guttata, il Diamante Mandarino di Timor.

Habitat naturale della Castanotis è la grande pianura australiana, della quale occupa le vaste distese erbose e i bassi cespugli, spingendosi anche nelle zone urbane, parchi, giardini e aree coltivate.

Il diamante mandarino è un uccello aggregante che vive tutta la vita in vaste colonie.

Foto 1 Diamanti mandarino. Foto Hobby Uccelli - All. Silvio Iadanza
Foto 1 Diamanti mandarino.
Foto Hobby Uccelli – All. Silvio Iadanza

Al sopraggiungere del periodo riproduttivo si forma la coppia che sceglie, all’interno del territorio stabilito dall’intera colonia, un proprio spazio delimitato, che difenderà da qualsiasi intruso.

Nidifica in cespugli, su alberi di piccolo fusto, cavità abbandonate del suolo, termitai in disuso, ma anche in zone urbane, sui tetti della case.

Costruisce un nido fatto di fili d’erba, rametti, e qualsiasi materiale morbido, che imbottisce di piume; la forma generalmente è sferica e l’apertura è circolare, ed essendo un uccello aggregante, più coppie costruiscono un solo grande nido rotondo, con diverse camere avente ingressi indipendenti, una sorta di condominio, dove se ognuno rispetta la propria area di delimitazione, si vive d’amore e d’accordo.

In una delle camere di questo supercondominio la femmina depone dalle due alle otto uova, che coverà assiduamente e sarà sostituita prontamente dal maschio, quando lo abbandonerà per nutrirsi e per espletare altri bisogni.

Dopo dodici, tredici giorni di incubazione delle uova, nasceranno i pulli, che verranno amorevolmente accuditi da entrambi i genitori per circa tre settimane prima dell’involo.

L’indipendenza la raggiungeranno solo alla quinta settimana di vita, in queste restanti due settimane verranno ancora assistiti da mamma e papà.

 

Descrizione Diamante Mandarino

Nel Diamante Mandarino la distinzione dei due sessi e molto evidente, cioè in questa specie esiste un dimorfismo sessuale.

Foto 2 Coppia di Diamanti mandarino. A sinistra una femmina mascherato grigio oo.nn. (mon) e a seguire un diamante mandarino maschio grigio Foto Hobby Uccelli - All. Silvio Iadanza
Foto 2 Coppia di Diamanti mandarino. A sinistra una femmina mascherato grigio oo.nn. (mon) e a seguire un diamante mandarino maschio grigio
Foto Hobby Uccelli – All. Silvio Iadanza

La forma, i disegni e i colori che contraddistinguono tale esotico sono molto complessi soprattutto per il disegno e per il colore, data la generosità e la bontà del suo patrimonio genetico.

La forma o se vogliamo la struttura del soggetto è robusta, tondeggiante, ma non tozza; la sua lunghezza si aggira intorno ai 10/11 cm nei soggetti di taglia olandese (soggetti selezionati a scopo espositivo ), mentre nella forma ancestrale la sua struttura è snella, allungata, ben proporzionata, e la sua lunghezza varia dagli 8/9 cm.

Il disegno, pressoché identico sia nell’ancestrale che nella taglia olandese, si può suddividere partendo dalla testa, che nel maschio presenta una faccia generalmente di colore bianco, delle guance generalmente arancio, e una striscia sottostante l’occhio generalmente nera, un becco rosso vermiglio e la testa tondeggiante: nella femmina non sono presenti le guance.

Il dorso si presenta con un piumaggio di un colore uniforme senza nessun tipo di disegno e, sia nel maschio che nella femmina, sono uguali.

Il petto del maschio presenta delle zebrature, cioè una sorta di striscioline in alternanza di colori in genere bianche e nere, che partono dalla parte inferiore del becco e, in modo regolare, investono tutto il sottogola fino ad infrangersi su una barra pettorale posta in pieno petto generalmente di colore nero, nella femmina tutto questo non c’è.

Anche per quanto riguarda i fianchi nei maschi è presente il disegno, che parte dall’attaccatura delle ali e corre per tutta la lunghezza fino al codione, generalmente sono di un acceso colore arancio, un pò come per le guance, ed è intervallato da puntini bianchi, la femmina non ha il disegno dei fianchi. Il ventre, sia nel maschio che nella femmina, è composto da un piumaggio con un colore il più delle volte bianco con bordature nocciola.

Ed infine il codione, uguale per entrambi i sessi, che è composto di riquadri in alternanza di colore generalmente bianco e nero . Il colore del becco e delle zampe, nel maschio è di un acceso rosso vermiglio e nella femmina arancio.

Mutazione del Diamante Mandarino

Il diamante mandarino ci ha deliziato nel corso degli anni con un’infinità di mutazioni.

A partire da quella che possiamo definire di base, e cioè la grigia e la bruna, ne sono scaturite tutta una serie, sia nella varietà grigia che in quella bruna.

Con uno schema riassumiamo le principali.

Nelle due varietà possiamo avere:

  • DORSO CHIARO E MASCHERATO;
  • PETTO NERO;
  • ISABELLA;
  • FACCIA – NERA;
  • GUANCIA – NERA;
  • PETTO – ARANCIO;
  • DILUITO;
  • GUANCIA;
  • AGATA;
  • PETTO BIANCO ( PINGUINO);
  • PEZZATA E SCUDATA;
  • BIANCA;
  • BECCO GIALLO;
Foto 3 Alcune mutazioni del Diamanti mandarino. Da sinsitra: maschio guancia nera grigio, maschio grigio, maschio mascherato bruno oo. rr. (mor) Foto Hobby Uccelli - All. Silvio Iadanza
Foto 3 Alcune mutazioni del Diamanti mandarino. Da sinsitra: maschio guancia nera grigio, maschio grigio, maschio mascherato bruno oo. rr. (mor) Foto Hobby Uccelli – All. Silvio Iadanza

Modificando la struttura del piumaggio avremo:

  • CIUFFATA;
  • ARRICCIATA;

Inoltre, in questi ultimi anni, si sta cercando di ottenere soggetti che siano somme di più mutazioni, volendo fare un esempio possiamo ottenere un soggetto definito: Faccianera – Pettonero – Pettoarncio.

Riproduzione in cattività del Diamante Mandarino

Il mandarino è da sempre l’uccello allevato in cattività più diffuso al mondo, con l’ondulato australiano (cocorita) e il canarino.

Si è adattato benissimo alla vita captiva, e non avendo grosse esigenze alimentari e d’acclimatazione, e con il suo docile carattere e la sua splendida livrea, ha fatto si che l’uomo si sia subito interessato ad esso.
Alloggiato in gabbiette di qualsiasi forma e dimensione, il mandarino si è sempre adattato con molta facilità, anche se la gabbia ideale dovrebbe essere discretamente spaziosa e di forma rettangolare.

L’alimentazione, allo stesso modo dell’alloggiamento, non desta preoccupazioni, il mandarino non ha grosse esigenze, ma indispensabili sono un buon composto di semi, la cui base deve essere il panìco, il miglio bianco e giallo e la scagliola, un buon pastoncino secco o morbido, qualche erba prativa e uno spicchio di mela completano la sua dieta settimanale, non devono mai mancare l’osso di seppia e il grit; l’acqua va cambiata tutti i giorni.

Per una buona igiene è consigliabile mettere acqua a disposizione anche per il bagno, da cambiare due o tre volte la settimana.

Il periodo riproduttivo dovrebbe essere da ottobre a marzo, coincidente con la primavera australe ma, questo splendido esotico si è adattato così bene nelle nostre case, che si riproduce ormai tutto l’anno.

Si può scegliere di mettere a disposizione un nido a forma di pera (sconsigliato), che ricorda la forma di quello che costruisce in natura, o uno a cassetta (consigliato) a forma quadrata che verrà subito accettato, e che imbottirà di qualsiasi materiale messo a disposizione (sisal, paglia, fibra di cocco, juta, cotone), vi deporrà così le sue uova, che coverà diligentemente fino alla nascita dei pulli.

E’ un grande riproduttore, la sua prole cresce nel nido a vista d’occhio, ed è alimentata con tutto quello che mettiamo a disposizione della coppia, i pulli sono forti, rumorosi nel nido quando prendono l’imbeccata e decisi all’involo, è un esotico consigliato per chi si avvicina al mondo dell’ornicoltura.

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